L’Alcibiade chinò la testa ed uscì dal salottino.

— Che cosa hai scritto alla cantante? — domandò la signora Vezzosi all’amica.

— Lo saprai più tardi; ora non avrei tempo a dirtelo. L’essenziale è d’impedire questo duello.

— E credi che si potrà? — chiese Elena, scuotendo il capo in atto d’incredulità. — Queste ire, una volta scoppiate, non si arrestano più. —

L’arrivo di Gerardo e del presidente Roberti interruppe il dialogo delle due dame.

— Orbene, — disse il commendatore Vezzosi, — è finita la conversazione?

— No; — rispose Camilla. — Sestavalle ha dovuto andar fuori per una sua faccenda, ma tornerà ancora ad augurarci la buona notte. E voi prenderete il tè, m’immagino.

— Tutto quello che voi immaginate, — rispose galantemente il Vezzosi, — è quello che mi deve accadere. Prenderò il . —

Non era mica una cosa facile, tenere a chiacchiera due uomini come il presidente Roberti e il commendatore Gerardo, che erano legati alle signore da vincoli di famiglia e di consuetudine, che avevano passata una lunga giornata senza far nulla, che si erano seccati parecchio, assistendo ad un alterco d’amici, sul quale non volevano aprir bocca, sebbene ci ritornassero spesso col pensiero, e che finalmente avrebbero gradito assaissimo di poter seppellire tra le pietose lenzuola i fastidi della giornata e il brutto ricordo della contesa avvenuta. Eppure, la signora Camilla ne venne a capo. Quando la bella birichina voleva qualche cosa, non c’era verso di volerne un’altra; sto per dire che il cielo si metteva dalla sua e si divertiva a vedergli fare un miracolo. Non avete mai veduto dei babbi e dei nonni che da certi angioletti si lasciano tirare i baffi e levar la parrucca? Anche messer Domineddio, a certe sue belle creature.... Ma non diciamo eresie; contentiamoci di raccontare che la signora Camilla, aiutata da Elena, tenne a bada un bel pezzo i due gentiluomini, e che ella si disponeva appena ad ammannire il , quando fu di ritorno il messaggero Alcibiade.

— Ah, bene! — esclamò ella, dandogli un’occhiata d’intelligenza. — Capitate a tempo per farmi da aiutante.