Per la prima volta, dacchè era a Montecatini, Aldo De Rossi andava a letto contento. La rabbia, tanto tempo chiusa nel petto, l’aveva finalmente sfogata. La condizione uggiosa e ridicola, in cui era da parecchi giorni, di amante negletto, di osservatore geloso, di rivale infelice, che doveva stare alle mosse, parlar dolce con l’amaro sulla lingua, sorridere con la voglia di ruggire e graffiare, l’aveva chiusa con una brava sfuriata. Al giorno seguente la cura di farla finita; per intanto, Aldo De Rossi avrebbe dormito sei ore senza pensare a nulla. A nulla, mi capite? a nulla!

Perchè, non so se l’abbiate osservato mai, occorre in questi casi uno strano fenomeno. L’uomo ha un gran sopraccapo, o un grande struggicuore, e per l’uno o per l’altro gli accade di venire ai ferri corti con Tizio, o con Caio. Si combina lo scontro in piena regola; gli sdegni feroci avranno uno sfogo, i dolori acerbi un sollievo. Ed ecco, come per incanto, alla vigilia della carneficina, il combattente non pensa più alle sue malinconie; si direbbe quasi che non ne abbia avuto pur l’ombra. Come può succedere una tranquillità così grande ad un così fiero scompiglio? Vorrei dirlo, ma temo che non sia qui il luogo, nè l’ora. Comunque, si può riscontrare questo periodo di calma con quella pace improvvisa degli elementi, che precede lo scoppio del temporale. L’uomo sembra dire a sè stesso: «Sarà per domani; ho dunque tempo a pensarci, poichè senza di me non si fa nulla, di sicuro.» E quasi quasi non sente più ira contro il nemico, la cui immagine abborrita, già così spesso presente a’ suoi occhi, è lontana mille miglia da lui. Le furie torneranno domani, nel momento critico dell’assalto dato o respinto; per ora si sta in dormiveglia. La soddisfazione di aver trovata la via ad uno sfogo onorevole (se onesto, poi, non so dirvi) è quella che domina, ed è già per sè stessa una maniera di sfogo.

Non argomentate da ciò che il nostro eroe andasse subito a letto. Un pensiero, anche breve, all’impresa futura, bisognava pur darglielo; non foss’altro, per provvedere a qualche caso delicato. Perciò entrato nella sua camera, Aldo De Rossi pensò di scrivere due versi in fretta ad un amico fidato.

«Avrò domattina (così diceva la lettera) una piccola seccatura, intorno alla quale, se ne porto via la pelle, ti manderò un cenno telegrafico, per togliere ogni importanza a questo foglio, quando ti verrà tra le mani. Dato poi il caso peggiore, e quando tu abbia avuto l’annunzio dalle trombe della fama, tu hai a rendermi un servizio da amico provato e da cavaliere del buon tempo antico. Andrai a casa mia e farai ardere sotto i tuoi occhi, con tutta delicatezza, le carte che sono entro lo stipo, nella mia camera da letto. Sono dolente di non aver fatto io, e da lunga mano, questo auto da fe. Certi ricordi del passato non dovrebbero sopravvivere ai pensieri e ai sentimenti che li rendevano preziosi. Grazie anticipate e addio.... se ha da essere addio.»

Finito di scrivere, Aldo rilesse quel che gli era escito dalla penna, e sorrise.

— In fede mia, — esclamò, — ecco una prosa molto fredda, e per il momento in cui è scritta, e per l’uomo a cui va. Ma infine che ci ho da far io, se non mi si scioglie la vena? —

Infatti, egli non sentiva nulla, nè ardore, nè tenerezza. Il cuore di Faraone era indurito, o giù di lì.

Fece alcuni passi per la camera, sorridendo a sè stesso, come un uomo che, per la prima volta dopo un lungo periodo di sciocchezze, si persuade di aver bene spesa la propria giornata. Quindi, poichè la giornata era finita ed occorreva dargli una chiusa, pensò che il meglio era di andarsene a letto.

Mentre egli stava prendendo quella risoluzione, bussarono all’uscio della camera. Forse era il cameriere. Aldo ricordava benissimo di non aver chiesto nulla; ma non poteva essere frullato in testa al cameriere di venire appunto per ciò a domandargli se per caso non avesse bisogno di qualche cosa? verbigrazia, a che ora del mattino volesse essere svegliato? I camerieri d’albergo li hanno, qualche volta, questi rimorsi di coscienza, che li farebbero creder capaci dei sacrifizi più grandi!

— Avanti! — disse Aldo, senza voltarsi e senza rallentare i suoi passi.