Ma proprio per far torto alle previsioni di Aldo, il portiere aveva il sonno duro, o l’orecchio. Di fuori continuavano a bussare, e poco stante si udì nel corridoio un passo grave, ma spedito, come di persona destata in soprassalto, che si affrettasse verso le scale, per metter fine a quel diavolìo.

— Ahi! — mormorò Aldo. — Son essi.

— Essi! — ripetè Camilla. — E chi?

— Amici miei.... — balbettò Aldo; — amici miei, che vengono a cercarmi, per una scampagnata. Ho promesso iersera, al Casino, di andare fino a Collodi. Vieni; ora non ci sarà pericolo ad escire sul corridoio, poichè il servitore è passato. Ma che hai? — soggiunse egli, sentendola tremar tutta nelle sue braccia.

— Ho freddo; — rispose Camilla. — E avrò anche più freddo di fuori. —

Per la stagione in cui s’era, la cosa doveva parere assai strana. Ma al nostro eroe il freddo che sentiva Camilla sembrò strettissimo parente della poca voglia che essa aveva di escire dalla camera. Rammentò che per tutta la notte Camilla non aveva accennato, neanche lontanamente, ad un pericolo di duello; silenzio notevole, che da principio lo aveva fatto insospettire, ma che egli si era poi spiegato nel miglior modo possibile, ricordando le parole con cui l’Anselmi, nell’escire dal Rinfresco, aveva cercato di rassicurare le donne. La spiegazione gli era servita lì per lì; ma allora, quella ritrosia di Camilla a separarsi da lui, il tremito subitaneo che l’aveva presa all’avvicinarsi dell’alba, e infine quella ostinazione a restare, anche a rischio di farsi cogliere nella camera di lui, dovevano dirgli abbastanza chiaramente che Camilla aveva indovinato ogni cosa e che la sua presenza colà mirava ad un fine. Ma quale? E con che mezzi contava ella di raggiungerlo? Aldo non ci vedeva molto chiaro; anzi, diciamo schiettamente che non ci vedeva affatto. E mentre stava lì almanaccando, si udivano i passi di parecchie persone, entrate allora nel corridoio; indi a poco i passeggiatori mattinieri fecero sosta e bussarono all’uscio della sua camera.

— Apri; — gli disse Camilla all’orecchio. — Io mi nascondo là dietro. Escirò dopo di te; non temere. —

Così dicendo si spiccò dal suo braccio e andò a celarsi nella stretta del letto.

Aldo aperse l’uscio e diede il passo a due gentiluomini, che erano per l’appunto i suoi padrini.

— Già alzato! — esclamarono, nell’atto di stringergli la mano.