— Bravo! — disse Camilla. — E lo confessate ancora? Indovinare una cosa simile e non darmene un cenno, in verità, non è bello da parte vostra. Buon per me che l’avevo indovinata anch’io.

— E più fortunata di noi, — entrò a dire la signora Vezzosi, — sei giunta anche prima. Noi, appena abbiamo sentito battere all’uscio di strada, siamo saltati dal letto.

— Ed anche voi, — aggiunse Gerardo, — avrete fatto lo stesso.

— Sì, ma molto prima; — rispose arditamente Camilla. — Non ero io la colpa di tutto?

— Che dite, Camilla? — gridò Aldo, commosso. — Ed ora, perchè queste lagrime? Vorrei aver mille vite ed incontrar mille morti per voi. —

L’impeto con cui Aldo profferì le sue calde parole non doveva piacer troppo alla signora Elena. L’ascoltatrice negletta ne ebbe una scossa violenta, e sentì il bisogno di appoggiarsi alla parete.

Camilla vide quell’atto, e forse lo indovinò, e corse ad abbracciare l’amica.

— Animo! — le bisbigliò all’orecchio, — Perdonami!

— Sì, ti ho perdonato; — mormorò la signora Elena. — Poveretta, tu non ci hai colpa.... salvo quella di averlo fatto soffrire.

— Ah, ne avrò un rimorso eterno; — rispose Camilla, trascinando Elena in disparte. — Ed ora, che cosa avverrà? La signora Meravigli avrà fatta la sua parte?