Ma se in questa forma gli rese giustizia la signora Camilla, non fu altrimenti disposto a seguirne l’esempio il signor Aldo De Rossi. Un punto buono soltanto egli aveva veduto nella lettera dell’Anselmi, ed era la citazione delle parole di Camilla. Quell’accenno di lei all’uomo che amava, fece alzare gli occhi di Aldo, in segno di gratitudine, verso la signora Rivanera, in quel mentre più bella e più fresca che mai, ad onta della notte vegliata. Ma il contesto della lettera non finì di contentarlo, specie per il tono allegro e per l’ostentazione cavalleresca dell’Anselmi.
— Egli, in fondo, non si disdice di nulla; — osservò egli, restituendo la lettera.
Ci fu, dopo quelle parole, un istante di pausa. La signora Camilla rizzò la testa e guardò Aldo, come per domandargli donde avesse cavata un’idea così peregrina; indi si volse al Maggiore. Questi, che leggeva a prima vista, senza essere maestro di musica, rispose per tutti all’obbiezione di Aldo.
— Scusi, — incominciò egli, — di che cosa s’avrebbe a disdire l’Anselmi? Se mi è stata riferita esattamente la conversazione che hanno avuta insieme al Rinfresco, non c’è nessuna frase che richieda attenuazioni, almeno da parte sua. Noi altri, piuttosto.... Ma non insisterò su questo tasto, — soggiunse il Maggiore, — poichè il conte Anselmi, con molto garbo, ha rimessa la quistione all’arbitrato delle dame. Gli stessi padrini suoi, da quei gentiluomini che sono, intendono esser qui una quistione delicatissima, nella quale essi e noi si avrebbe poca grazia ad entrare. Accetta lei l’arbitrato, come lo accetta il conte Anselmi? Questo è il punto essenziale; non sembra anche a loro? —
I padrini dell’Anselmi, a cui era rivolta l’ultima frase, risposero con un cenno affermativo del capo.
Aldo De Rossi non trovò più nulla a ridire.
— Accetto l’arbitrato; — rispose.
— Oh, manco male! — esclamò la signora Camilla. — Signori, non si parli più di duello; i due contendenti si stringeranno la mano a Tettuccio. È la mia volontà. —
La decisione fu accolta con giubilo da tutti gli astanti. Aldo, come i padrini furono partiti, si avvicinò alla signora Camilla e le disse:
— Siete una bella prepotente.