— La seduta è aperta. Anzi, lo era già e non occorre più dichiararla tale. Di che parlavano le signore? Ed è permesso ad un nuovo venuto di dire la sua?
— Prima di tutto, Anselmi, ci direte tutte le notizie della città; — rispose la signora Vezzosi.
— Volontieri, ed anche della campagna; — ripigliò l’Anselmi, inchinandosi. — Ieri un terribile uragano, non preveduto dall’uffizio meteorologico del New York Herald....
— Ma voi incominciate proprio dalla campagna; — notò ridendo la signora Elena.
— È vero; rientro subito in città. La Camera di Commercio, nella sua seduta dell’altro ieri... dovendo rispondere ad analoga domanda del signor ministro d’agricoltura, industria e commercio.... Ma che, signore mie? Non credono neanche conveniente d’interrompermi? Badino bene, io non so davvero che cosa abbia deliberato la Camera, e in un caso disperato come questo sono capace di tutto... anche d’inventare la deliberazione.
— E la domanda del ministro; — soggiunse la signora Elena.
— Si capisce. Tanto, egli non protesterà. I ministri ne firmano tante, di carte, senza pigliarsi il fastidio di leggerle!
— Insomma, voi non sapete nulla, Anselmi?
— Come voi dite, donna Elena. Sono nel caso di sant’Agostino. So questo soltanto, che non so nulla di nulla. Prego adunque le signore di riprendere la loro conversazione al punto in cui l’avevano lasciata.
— Si parlava di bagnature e d’acque termali; — disse la signora Vezzosi.