— Argomento di stagione; staremo freschi; — notò il contino Anselmi, felice d’aver colto in aria un bisticcio.
— Sicuramente, e ci contiamo su; — rispose la signora Vezzosi.
— Ah! partite anche voi, donna Elena? Ecco una notizia.
— Che non avevate voi, Anselmi! Ma già, siete così a secco, quest’oggi, che bisognerà darne a voi.
— Date sempre; i poveri vi benediranno. Io, del resto, non avendo notizie, farò i commenti su quelle degli altri. E dove andrete, se è lecito saperlo?
— Non è ancora deciso; ma credo a Courmayeur. Gerardo ne ha già parlato tre volte, citando i nomi de’ suoi amici che andranno lassù.
— Viaggio disastroso, — osservò il contino Anselmi. — Cretini in Val d’Aosta; valanghe più su; continuo pericolo di ribaltare.... Viaggio disastroso! Viaggio terribile! sconsiglierò il mio amico Gerardo.
— Farete un’opera inutile; — rispose la signora Vezzosi. — Gerardo ha cinque o sei amici che vanno a Courmayeur; tutti uomini politici....
— Ah! — esclamò Anselmi. — Non resteranno dunque tutti nella valle, i....
— Via! — interruppe la signora Vezzosi, che vedeva già tornare in ballo i cretini. — Un po’ di carità per gli uomini politici!