— Signora sì, mi pare; e credo per giunta che lo sia.
— Infatti, è carina; — ripigliò la signora Vezzosi. — Una bella testa!
— Peccato che non sia un palmo più alta! — soggiunse la baronessa.
— Pazienza, Donna Margherita, pazienza! — replicò il contino Anselmi. — Non tutte hanno la vostra bella ed elegante persona. Del resto, la Rivanera non è piccola. Vi ricordate della fiera di beneficenza dell’altro anno? C’era il bilico, come all’ufficio del dazio, e il metro, come nei consigli di leva. Ci si è pesati tutti quanti e misurati, a vantaggio dei poveri. La Rivanera pesa cinquantanove chilogrammi e misura un metro e sessantadue, salvo errore, ma sempre più di quel che ci vuole per assicurare un bersagliere alla patria.
— Del resto, tanto carina! — ripetè la signora Vezzosi.
— Sì, Donna Elena, è questa l’opinione di molti.
— Tutti innamorati, s’intende; — notò la baronessa, con accento agrodolce. — Stiamo a vedere che glieli regalate tutti! Siete così maliziosi, voi altri!
— Adagio, baronessa, vi prego. Non mi fate parlare prima che io abbia aperto bocca. Volevo dire per l’appunto il contrario. La signora Camilla è Rivanera di casato, ma si potrebbe chiamare più giustamente Riva alta.
— Già, — disse la baronessa, — un metro e sessantadue, salvo errore!
— Certo, non è più alta di così; ma gli adoratori ci han fatto mala prova ugualmente. Io, per esempio, ne conosco uno che ci ha fatto un fiasco piramidale.