— Come sei buona! — esclamò la signora Vezzosi, accarezzando la mano della signora Sofonisba. — Noi faremo dunque una vera colonia? E voi, signor De Rossi, non sarete dei nostri?

— Veramente.... volevo andare a Venezia; — balbettò il giovinotto. — Ma non sarà mai che io dica di no, ad una occasione come questa.

— Ottimamente; qua la mano. De Rossi! — gridò il commendatore Vezzosi.

E strinse la mano al De Rossi, come se il giovinetto avesse fatto al genio dell’amicizia il sacrifizio più grande.

Quella sera la signora Elena trovò ancora il destro di scambiare due parole con Aldo De Rossi.

— Orbene, signor Aldo, — gli disse, — sono io un’amica sincera?

— Perchè mi dite questo? — chiese egli, turbato.

— Come? Vorreste ancora dissimulare con me?

— No, signora; — rispose il giovane, notando negli occhi di lei un indizio di collera. — Ma tanta vostra bontà....

— Non tanta bontà; — ribattè la signora Elena; — ma piuttosto un pochino di curiosità. Mi avete detto una certa cosa, l’altro giorno! Ve ne ricordate?