— Signora, ne ho dette tante, l’una più sciocca dell’altra!
— Se lo saranno, credete pure che io vi dirò liberamente anche questo, senza bisogno di averne la confessione da voi. Avete detto, tra l’altre, che una certa signora somiglia ad una statua.... la quale non è stata mai fatta, perchè a Fidia è mancato l’ardimento.
— Non ho detto precisamente questo.
— Lo avete detto a un dipresso, e non ci vedo gran differenza. Poi, quel buttarmi la Venere di Milo in seconda linea! Son curiosa di studiare un po’ da vicino quell’altra, per vedere se la Venere di Milo meritava un così severo giudizio.
— Venere di Milo! — esclamò il commendatore Vezzosi, che si avvicinava in quel mentre, per andare a riporre la chicchera sulla tavola da tè. — Siete nelle belle arti, a quanto pare?
— Sì; — rispose la signora Elena, senza scomporsi punto. — Il signor Aldo non trova bella la Venere di Milo, che abbiamo tanto ammirata al Louvre, ti rammenti? Almeno volesse dirmi qual altra preferisce!
— Sicuro, — disse il commendatore, approvando, — bisogna avere il coraggio di manifestare un’opinione. Preferite la Capitolina, o quella dei Medici? —
Aldo De Rossi era sulle spine.
— E voi, commendatore, quale preferite?
— Io? In arte, come in tante altre cose, sono sempre del parere di mia moglie. A lei piace la Venere di Milo? Evviva la Venere di Milo. —