Aldo De Rossi fece un inchino, che poteva parere un atto di approvazione, ed anche una scappatoia.
— Ma, Gerardo, — diceva intanto la signora Elena, — stasera siete d’una galanteria!...
— Elena mia, non lo ripetete, ve ne prego; — rispose il commendatore Vezzosi. — I nostri amici potrebbero argomentare dalla vostra meraviglia che io faccia una cosa insolita, quest’oggi. —
Aldo reputò conveniente di scostarsi alcuni passi, col pretesto di osservare un piccolo stipo di antica fattura, che faceva bella mostra di sè sopra una mensola addossata alla parete. Non lo vedeva già per la prima volta; ma non voleva neanche restare come un terzo incomodo in quella scena di tenerezze coniugali.
Il signor Gerardo aveva dato a bella posta quel giro al discorso per allontanare un tratto il suo giovane amico? Il dialoghetto ch’egli ebbe con la sua dolce metà mi darebbe quasi argomento di sospettarlo, se il commendatore Vezzosi non fosse stato superiore ad ogni sospetto di questa natura. Diciamo dunque che non ci pensò affatto, ma che gli cascò l’olio... No, l’immagine è brutta. Gli cascò il cacio... Peggio che mai. Infine, lasciamola lì, e il lettore discreto metta lui quel che gli torna meglio.
— Vi ringrazio, sapete; — proseguiva il futuro senatore, abbassando la voce d’un tono.
— Ringraziarmi! E di che? — disse la signora Vezzosi.
— Di aver tirata in ballo stasera la questione delle acque. Avevo promesso agli amici di andare a Courmayeur, perchè, a dirvela in confidenza, credevo che ci andasse il ministro degli esteri. Lo avevano annunziato i giornali, quindici giorni fa. Soltanto ieri ho saputo che andrà invece a Montecatini, e, come potete immaginarvi, ero già pentito d’aver preso l’impegno.
— Che? — fece la signora Elena. — Non lo avete saputo dianzi dal signor Silvestro?
— No, lo avevo letto iersera sui giornali; ma ho fatto mostra di non saperne nulla.