— Ma scusate; — incalzò Aldo De Rossi; — che vi fanno tanti vagheggini, che poi non stimate niente più di quell’uno?

— Mi dicono bella; — replicò la signora Camilla, con un leggiadro movimento di testa; — e mi piace di sentirmelo a dire. Li tratto come i fiori; ne aspiro il profumo, e poi.... li lascio finire come possono. —

Aldo De Rossi rimase male, a quella risposta della signora Camilla. Nè altro replicò per allora. Ma più tardi ebbe il torto di ritornarci su.

— Signora, mi permettete di dirvi che io sono quel tale.... di cui parlavamo poc’anzi?

— Quel tale! Chi?

— L’uomo che.... vi ama. Sarò io proprio come un altro, per voi?

— No; — rispose la signora Camilla. — Potreste essere di più; potreste esser meno.

Aldo si morse le labbra, ma non si diede per vinto.

— Come lo indovinerò io? — chiese egli, dopo un istante di pausa.

— Che cosa volete indovinare? — gridò la signora Camilla, rizzando la testa e fissando i suoi begli occhi sdegnosi in volto al De Rossi. — Qual diritto ci avete, a sapere queste cose?