— Oh Dio! — mormorò la signora, spazientita. — Per caso, signor De Rossi, apparterreste voi alla specie dei.... —
E si arrestò, temendo di dir troppo. Ma era fatta; ed anche un ingegno più tardo di quello del signor Aldo De Rossi avrebbe inteso il pensiero di Camilla e compiuta la frase.
— Oh, ditelo pure liberamente; — gridò egli, volendo averne l’intiero. — Dei noiosi?
— Quasi; — fece ella, aggrottando le ciglia.
— No signora, neanche così! — ripigliò Aldo De Rossi. — E permettete che io ve lo provi, facendovi riverenza. —
In queste parole si era alzato dalla scranna e salutava con molto sussiego la signora Camilla.
— Buona sera; — rispose la signora, senza porgere la destra, che Aldo non aveva mostrato di chiedere poichè non aveva stesa la sua.
E così freddamente lo rimandò con Dio. Ma in verità, io non saprei dirvi se egli ci andasse, poichè aveva un diavolo per capello.
Che grilli passavano per la testa alla signora Camilla? Le donne sono creature così diverse da noi, quantunque fatte della nostra medesima carne, che un uomo non può arrischiarsi a giudicarle da sè. Bisognerebbe studiarle, l’una per mezzo dell’altra, mettendole a confronto, facendole parlare, e via di questo passo. Ma neppure per tal via ci sarebbe da cavarne un costrutto. Una donna non somiglia ad un’altra. Ci avete mai badato, a questo fatto psicologico? Son tutte diverse; allegre e malinconiche, leggiere e gravi, matte e savie, gentili e contegnose, prudenti e sbadate, buonine e scontrose, si mostrano formate di tanti elementi, e così variamente combinati che somigliano tra loro come una partita a scacchi somiglia ad un’altra. Lo sapete pure; si comincia sempre ad un modo, cioè muovendo le stesse pedine; ma dopo le prime mosse, non è più la medesima cosa, e dura la bella varietà fino al penultimo colpo. L’ultimo, rammentatelo, riconduce le partite ad una certa uniformità, poichè si foggia per solito su d’un ristretto numero di combinazioni. E in amore e agli scacchi, la regina finisce sempre ad un modo: scacco matto al re.
Ma la signora Camilla?... Voi non volete essere tenuti a bada con le chiacchiere e tornate a domandarmi che diamine avesse in capo la signora Camilla. Ecco, per quello che io ne so... (ma badate, so poco, e potrei anche aver preso abbaglio) per quello che io ne so, la signora Camilla non amava Aldo De Rossi. In fondo non amava nessuno. Li voleva tutti devoti, e poi non sapeva che farsene della loro devozione, e li accusava di essere sempre gli stessi piagnoni con tutte. Novità, volevano essere, prove straordinarie, atti di valore e di sacrifizio, come non se ne fanno più, e come non è più permesso di farne in questi tempi volgari. Ma perchè, poi? Per premiarli con un sorriso, con una stretta di mano, con una di quelle piccole grazie e cortesie di gran dama, che ella usava largire al primo venuto, o all’ultimo, senza che questi avesse compiuto nulla di grande per lei.