— Ad ogni modo, ringraziamo il sesso forte e le sue debolezze, poichè ci si guadagna di vederci e di stare un po’ insieme. In città non è possibile. Tu ci hai il tuo trono....
— E tu la tua corte.
— Carina! Qui invece potremo fare un regno solo, non è vero? Ti presenterò i miei cavalieri e saranno i tuoi. —
Ad un discorso di questa fatta, si sa, i cavalieri s’inchinano, senza muovere un lagno, per essere stati regalati così alla libera, come ai tempi antichi una coppia di schiavi.
La signora Elena Vezzosi non aveva da presentare nominatamente il signor Aldo De Rossi, che era per la signora Camilla una conoscenza già fatta. Ma ella reputò necessario, indicandolo dopo gli altri, di soggiungere, con l’aria più naturale del mondo:
— Vedi, abbiamo anche trovato a Montecatini il signor De Rossi, che fa le sue gite, senza darne cenno a nessuno. Ma per questa volta lo abbiamo sorpreso, e lo riterremo prigioniero di guerra. —
VIII.
Aldo aveva salutata la signora Camilla con un muto inchino, ma anche con una confusione più eloquente di qualsivoglia discorso. La signora Camilla, dal canto suo, fin dalle prime parole di Elena, aveva mormorato quel certo «ah sì?» mezzo interrogativo e mezzo sbrigativo, con cui se la cava chi non ha da dir nulla e vuole tuttavia aver l’aria di dire qualche cosa.
Intanto il signor Gerardo e il Roberti avevano cominciato a chiacchierare tra loro. Il commendatore Vezzosi era felice di aver trovato un presidente gran croce, in mancanza dei due ministri, che non si erano ancora lasciati vedere in Valdinievole. Cinque minuti dopo, il presidente Roberti, seduto presso la tavola dei Vezzosi, aveva già bevuto due bicchieri dell’acqua salutare e sorbito un discorso politico del commendatore Gerardo.
La signora Camilla, ultima arrivata a Montecatini, accettava di buon grado gli uffici del cavaliere Sestavalle. Il vecchio Alcibiade s’era tramutato nel più compiacente dei Ciceroni, e le andava sciorinando i nomi di tutte le signore che passavano a mano a mano lungo il viale d’entrata. La rassegna del Sestavalle comprendeva contesse veneziane, marchese fiorentine, duchesse napolitane, principesse greche, moldovalacche e via discorrendo. Perchè c’era di tutto laggiù, e il cavaliere Sestavalle era già informato di tutto.