Aldo De Rossi, presa di fianco alle dame una posizione modesta, ma buona, come tutte le posizioni modeste, sorrideva col sommo delle labbra alla signora Elena, ogni qual volta essa gli volgesse il discorso; ma intanto era tutt’occhi per la signora Camilla. Felice quando ne incontrava lo sguardo! Ma erano istanti brevissimi; lo sguardo della signora Camilla passava, e la bellissima donna aveva l’aria di non essersi neanche avveduta delle sue contemplazioni.
Poco stante, le signore si mossero, per fare un giro nello stabilimento. Si sentivano dal fondo gli accordi d’un concertino di pianoforte e di flauto, musica improvvisata da suonatori girovaghi, che volevano parere artisti di passaggio, e la signora Elena propose di andare nella sala del concerto. Intanto la signora Camilla, che veniva per la prima volta a Montecatini, doveva conoscere in ogni sua parte lo stabilimento del Tettuccio, vedere la fonte, il giardino e il bazar. Mercè una sapientissima mossa strategica, Aldo De Rossi aveva ottenuto di trovarsi al fianco della signora Camilla, cacciandone il Sestavalle, che dovette appoggiare a sinistra, verso la signora Elena Vezzosi. E perchè lungo il viale, in mezzo al viavai della gente, non si poteva marciare per quattro, ne venne che la fronte si spezzò subito in due. La signora Elena andò innanzi con l’Alcibiade; il presidente gran croce e il commendatore Gerardo venivano indietro, con una gravità degna di loro: Aldo e Camilla si trovavano soli nel mezzo.
— Che fortuna per me, signora! — disse Aldo in modo da non essere udito dalla prima, nè dalla terza fila.
— Fortuna! Di che? — esclamò la signora Camilla.
— Ma.... di avervi incontrata; — rispose il De Rossi. —
La signora Camilla si volse a mezzo e lo guardò co’ suoi begli occhi neri, in atto di curiosità, mentre le labbra vermiglie s’increspavano ad un risolino sarcastico.
— O non lo sapevate, di dovermi incontrare? — gli chiese. —
Aldo rimase un po’ sconcertato da quella domanda e dall’espressione di quel sorriso. Tuttavia volle provarsi a rispondere.
— Anche a saperlo prima, sarebbe sempre una fortuna; — diss’egli. — Non potevate avere mutato opinione?
— Ah, bene! — esclamò la signora Camilla. — Voi mi fate molto volubile, signor De Rossi! Ma badate, nel caso presente l’accusa non verrebbe a me, sibbene a mio zio. Vi ha proprio l’aria di un uomo volubile? —