Aldo De Rossi tirò giù tutta quella roba in fretta e in furia, per una ragione che i miei lettori avranno già indovinata. Egli voleva dire e non aver l’aria di dire ciò che pensava delle moinerie di madonna col contino Anselmi; perciò, a mala pena gli era sfuggita l’allusione, andava via affastellando chiacchiere, affinchè ella non si fermasse a pensarci su.
Ma la signora Camilla non mostrò neanche di aver notata la cosa.
— La mia stima! — diss’ella, guardando il signor Aldo con aria di stupore. — E per che farne?
— Ma.... — rispose egli. — Per averla.
— Ah sì, — replicò la signora Camilla, increspando le labbra ad un risolino sarcastico, — dimenticavo che amate le collezioni.
— Io, signora?
— Oh, non c’è niente di male, e non occorre che mi guardiate con quegli occhi stralunati. Siete come l’ape, che raccoglie da tutti i fiori il suo miele. —
Aldo si sentì ferito nella sua dignità.
— Questo paragone, poi.... — esclamò egli, rizzando la testa.
— Per caso, — ripigliò la signora Camilla, — vorreste essere paragonato piuttosto ad un raccoglitore di francobolli?