— Non saprei. Ventuno.
— Ecco un’esagerazione! Dite almeno venticinque.
— Diciamo venticinque, sebbene io non lo creda. Una rosa non sarebbe più fresca di voi. —
La signora Camilla diede in un’allegra risata, che ricordò al De Rossi i suoni argentini di ott’ore prima.
— Bel paragone! — esclamò poscia. — Lo metterò insieme coi miei.
— Signora, che cosa ho detto di male?
— Niente, niente. Una rosa a ventun anno! Ha da essere proprio fresca!
— È vero, — rispose Aldo, con aria contrita. — Vedete da questo esempio che i paragoni non tornano mai ad esprimere giustamente il pensiero. Mutiamo discorso, signora; — soggiunse egli, vedendo la signora Elena, che ritornava dal fondo. — Verrete stasera al Casino? È il ritrovo universale.
— Credo che ci andremo. Ne hanno parlato a mio zio ed egli non ha detto di no.
— Ah, bene! — esclamò Aldo. — Come risplenderà il Casino, questa sera!