— Questo lo capisco da me. Non siete uno scultore. Ma almeno avrete avvicinato il modello, ed esso si sarà infiammato per voi. Un grande amore vuol essere corrisposto; — notò sarcasticamente la signora Elena. — Lo ha detto Dante in un verso che voi mi avete commentato così bene: Amor che a nullo amato amar perdona. —

Aldo De Rossi crollò malinconicamente la testa e represse un sospiro di desiderio.

— Ahimè, signora! Per la prima volta, forse, Dante ha avuto torto e la sua massima è stata sbugiardata nel mio caso.

— Eccone un’altra! — esclamò la signora. — Signor De Rossi, poc’anzi volevo mandarvi via, con la scusa di dover ricevere la sarta; ma ho poi cangiato pensiero. Siete un uomo tanto strano! Raccontatemi tutto, poichè siete avviato. Quali sono le vostre speranze?

— Non ho speranze, signora.

— Almeno, le avrete detto il vostro amore?

— Quasi.

— È già abbastanza; le donne leggono sempre il resto negli occhi. E lei, che cosa vi ha risposto?

— Nulla, o qualche cosa che val come nulla.

— Oh povero signor De Rossi, come vi compatisco!