— Confessato! A te?

— Parola d’onore, a me.

— Allora, — disse Aldo, rassegnato, — bisogna dire che la signora Elena non abbia presa la via più speditiva. Io, vedi, non ne sono stato avvertito. Ma sia pure come tu dici; — proseguì il De Rossi, per ravviare il discorso; — non intendo ancora come potesse nascere una quistione tra me e te.

— Ma sicuramente, bello mio, sicuramente, per naturale dissenso intorno al grado di bellezza delle due dame. Sai quel che accadeva nel Medio Evo? Un cavaliere si piantava al capo d’un ponte e gridava: Giuro per Dio che la castellana di Rocca Scura è la più bella donna della cristianità. Tu passavi da quelle parti; l’affermazione ti dava noia; ti avanzavi all’altro capo del ponte e rispondevi: Tu menti per la gola, cavalier disleale; la più bella e la più degna d’ossequio è la castellana di Rocca Stellata. Allora, mettevate le lancie in resta; si prendeva campo, e giù botte da orbi. Non vorrei, dunque.... siamo intesi? Quando io ti dico che la Rivanera è la bellissima tra le belle, tu devi vedere in questo giudizio il mio gusto particolare, che può essere ed è certamente diverso dal tuo.

— Vigliacco! — pensò Aldo De Rossi. — Anche in amore, ci ha le restrizioni mentali. —

Indi, ad alta voce, proseguì:

— Ti faccio i miei complimenti. La signora Cam... la signora Rivanera è a mala pena arrivata, e tu ottieni di farti pregare da lei....

— Ecco, non esageriamo; — interruppe modestamente l’Anselmi. — Ella non mi ha pregato di nulla.

— Dicevi che t’ha fatto promettere....

— È stato un modo di dire. Sta in fatto che io le ho promesso di trovarmi al Casino per il primo ballo; ma in fondo in fondo son io che l’ho impegnata. —