—Frate Alessandro! frate Alessandro! Voi avete sempre voglia di scherzare.—
Mentre i due amici, l’uno del vecchio e l’altro del nuovo Testamento, si bisticciavano così allegramente, Juana fermò la sua scelta sulla veste di rascia. Per la statura le andava, ed anche doveva andarle per il taglio. In quel tempo il taglio delle vesti non offriva le dotte complicazioni, e non richiedeva i più dotti cincischiamenti dei secoli più tardi. Ancora non si assassinavano impunemente a colpi di forbice teli di drappo finissimo, che costava un occhio del capo.
—Ma ci vorrà biancheria;—disse il frate scudiero.—La signora contessa, venuta in abito da marinaio per la poca sicurezza delle nostre strade, non ha portato biancheria da donna.
—C’è tutto, qui, e dell’altro ancora;—rispose Abner colla sua vanteria di bottegaio.—Noemi! Noemi!—
Una bella fanciulla sui vent’anni apparve dal vano di un uscio; bianco dorata la carnagione, i capegli neri e ricciuti, gli occhi grandi, profondi ed accesi della sua schiatta.
Noemi aiutò il babbo a sciorinar biancheria, aprendo a sua volta forzieri e ceste. Juana scelse tutto ciò che poteva convenirle. E già il vecchio Abner preparava un canestro lungo, in cui collocare ogni cosa.
—Ma, veramente, non si vorrebbe portare a casa tutta questa roba;—disse il frate scudiero.—Non ci sarebbe modo d’indossarla qui?
—Ma sì, ma sì, caro amico, si può tutto, e dell’altro ancora;—rispose il vecchio Abner.—Noemi, conduci la signora contessa nella tua camera. Dico la signora contessa; e non ti stupire, se hai davanti agli occhi il più bel mozzo che mai si sia visto in Ispagna.—
Mentre le donne uscivano dalla stanza, per salire al piano superiore, il conte Fiesco mise mano alla borsa. Il vecchio Abner capì che poteva calcare sui prezzi. Non si mandava la moglie a vestirsi di tutta quella roba, se si aveva intenzione di lesinare sui prezzi, col risico di rimandarla a spogliarsi, per la differenza di pochi castigliani. Fece i suoi conti con molta diligenza, tirò la somma, e mise il foglio sotto gli occhi dell’avventore. Ma anche il frate scudiero ci volle dare la sua sbirciatina.
—Cinquanta castigliani!—gridò.—Ah furfante! Meriteresti d’esser trattato come quei due tuoi antecessori in Israele furono trattati dal Cid Campeador, che Dio l’abbia in gloria. Vuoi che te la canti io, la romanza?