—A Pisa.

—No, se Dio vuole, no.—

Fior d’oro diede in una grande risata.

—N’ero sicura;—gridò, lasciandosi cadere su d’una scranna.

—E perchè allora m’hai fatto andare a Genova?—chiese egli, che era voglioso di ridere altrettanto, ma non voleva parere.

—Per debito di cortesia, se ti rammenti. Ed anche potevi sentir ragioni che ti dovessero persuadere. Gian Aloise non ti ha persuaso, e sia per il meglio. Almeno avrai fatte le cose per bene?

—A quel dio! Ci siamo lasciati più amici di prima. Egli mi ha assicurato, congedandomi, di avere il cuore più alto che il mondo non creda. Ed io, figúrati, l’ho più alto che il mondo non si possa sognare. Sento che l’ho qui.... sulle labbra. Vuoi sincerartene, Fior d’oro? Oh, dolce donna! un ceffone? Ma l’ho già avuta da un pezzo, la cresima. Nondimeno, ripeti, Fior d’oro, perchè ripeto ancor io. Queste tue dita son dolci più che lo zucchero. E si resti qui, buon Dio, e non venga più in mente a nessuno di smuovermi dalle braccia di Fior d’oro, perchè sarei capace di ribellarmi anche al re Cristianissimo.

—E al re Cattolico per giunta, non è vero?

—A quello, poi, con più gusto; quantunque m’abbia fatto tanto buon viso, l’ipocrita. E mi voleva ai suoi servigi, per un quinto viaggio. Ah sì, sta fresco, se m’aspetta. Non più viaggi, del resto. L’ho detto anche al grand’uomo, che ho seguitato con tanta devozione ad ogni rischio. Signor almirante, non fate, vi prego, più assegnamento su me. Sono un uomo navigato; ho fatta la parte mia, e di viaggi ce ne son voluti quattro, perchè io riuscissi a portar via il mio pezzo di mondo nuovo. È anche vero,—soggiunse il capitano Fiesco inchinandosi,—che ho avuto il pezzo migliore. Gli altri oro in polvere, oro a pagliuole, oro a catolli; io a dirittura Fior d’oro. E non mi si parli più di passare l’Atlantico; non mi si parli più di lasciar le rive dell’Entella. “Gioiosa Guardia e la mia donna„ ecco il mio motto, e vo’ farlo scolpire sulla nostra “conoscenza„ in uno svolazzo coi fiocchi, debitamente custodito dal gatto e dal basilisco di casa.

—Ora, sta bene;—disse Fior d’oro.—Ma quando sarò vecchia?