Povero orgoglio davvero, che si stemprava in un pianto dirotto. Pianse lungamente, la nobil signora, col viso nascosto tra le palme. E la contessa Juana, fattasi più presso a lei, con atti amorosi la veniva accarezzando, la baciava in fronte, le afferrava le mani, per distoglierle da quel viso; e consolandola de’ suoi baci, beveva silenziosa le lagrime della sua sorella europea. Sapeva anch’essa, la bella figlia d’Haiti, che le lagrime fan bene, ma a patto che chi ci ama s’intenerisca con noi.

A poco a poco donna Beatrice si riebbe; rasciugò le sue lagrime, levò la fronte e disse:

—Che rimedio ci vedete voi, conte Fiesco?

—Rimedio? a che? ad uno stato di cose che quella donna ha voluto? Quella donna l’ha offeso; è fuggita da lui; ha perfino rinnegata la sua creatura. Che ci volete fare? Tanti anni sono passati oramai! Cade un edifizio, per qualsivoglia cagione, folgore, incendio, tremuoto. Si può vedere a tutta prima la necessità, la utilità di salvarlo. Ma quello che non si è veduto prima, si vedrà forse più tardi? Sulle vecchie rovine crescono i cardi, i rovi, le ortiche; tra le vecchie rovine si appiattan le serpi, e fischiano irritate al viandante. Si gira largo, e si edifica altrove; o non si edifica più in nessun luogo;—conchiuse il Fiesco, sospirando.—Povero signor Almirante! la vecchiezza è venuta precoce su lui.

—Ma il figlio?... come rimarrà egli, povero innocente?

—Il figlio, se ha senno, accetterà la sua sorte, che è bella ancora, e val meglio di quella che sorride a tant’altri. Non è egli stato ammesso a Corte, come già il figlio legittimo di donna Filippa Mogniz? Un decreto sovrano ha nobilitato quel ragazzo, e cancellato il vizio d’origine. Vizio, poi!... I tempi nostri non mi paiono fatti per badare a certe inezie. Una sbarra nello scudo, in vece d’una banda o d’una fascia, ecco tutta la differenza. La illegittimità non ha impedito a nessun valoroso di diventar cavaliere, conte, principe e re. Più illustre è la macchia, più porta in alto; e potrei citarvi esempi a migliaia, antichi e recenti. Lasciamo dunque il pensiero di voler aggiustare le cose che non richiedono di essere aggiustate, e sopra tutto di cercar quella donna. Che sarà poi diventata? D’un altro, senza dubbio; e chi sa? forse contenta, fors’anche felice.

—Lo saprò;—disse la marchesa, con gesto risoluto.—Devo saperlo. Ed anche mi ha maledetta, sulla spiaggia di Palos, mentre io tentavo una seconda volta di ricondurla a lui. Ella vedrà pur troppo come abbia fruttato la sua maledizione. Oggi stesso uscirò dal mio ritiro. Ma non ho se non donne, al mio servizio; un uomo mi manca.

—Per che fare?

—Per essere il braccio della mia volontà. Non debbo cercare? non debbo trovare, e subito? Lo avete voi, quell’uomo?

—Ho il frate scudiero, di cui vi parlavo poc’anzi, e che ci aspetta in istrada.