—Così poco, don Bartolomeo, così poco, che quasi non m’avviene di ricordarmene; e qui, nella gloria del vostro immortale fratello, meno che mai, ve lo giuro.

—Ma conte di Lavagna restate. E m’è entrato in testa che il re Ferdinando, abbandonato da tanti gentiluomini di qui, vada in busca dei più illustri d’ogni terra. Non siete voi anche nipote di quel Giacomo, che mezzo secolo fa è stato vicerè di Napoli? Ferdinando li conosce, i grandi nomi d’Italia; e vi vorrà alla sua corte.

—Io! starei fresco;—scappò detto al capitano.—Più fresco ch’io non sia già per l’antico soprannome degli avi;—soggiunse, ridendo al bisticcio che gli fioriva spontaneo dal labbro.

—Eppure, chi sa? da cosa nasce cosa....

—E il tempo la governa, volevate dire? Ma non è da uomini gravi almanaccare, quando ci vuol poco a saperne l’intiero.

—Certo, bisognerà andare; e più presto andrete sarà meglio. Non volevate già chiedere udienza, tentando di fare, come dicevate, il vostro giuoco doppio? Ecco che l’occasione vi si presenta; anzi vi è venuta incontro.

—Amico,—rispose il capitano Fiesco,—pensavo bene di destreggiarmi a quel modo, avendo poca sicurezza da una parte e dall’altra. Ora, dopo il colloquio di Siviglia, mi pareva che il meglio fosse di non far più nulla qui, aspettando tutto di Fiandra.

—E neanche a Valladolid sarà male vedere;—ribattè l’Adelantado.—Non foss’altro, per esser ben certi che non c’è nulla da sperare. Di nulla infatti vi parlerà, se non gliene entrate voi stesso. Vi vuole a Corte, credetemi; son volpe vecchia, e gioco che c’indovino.

—Io poi son volpe giovane;—disse di rimando il capitano Fiesco;—ed ho buone gambe, per andargli lontano mille miglia. Gioiosa Guardia mi è troppo cara, e non ci voleva meno di una lettera del signor Almirante, per trarmene fuori. Ma questi non è un re.

—E neanche un vicerè, se i re si rimangiano la parola e la firma;—soggiunse l’Adelantado.—Povero fratello! Io non ho la sua dottrina, nè vedo in certe cose più in là d’una spanna. Egli pensa all’onor suo e del suo nome, e combatte. Io, al posto suo, avrei già mandato tutti e ogni cosa all’inferno. Aver scoperto un mondo nuovo, non è gloria bastante? Si va magari a piantar cavoli, come fece Diocleziano, dopo aver governato l’antico.