Il quale, nella sua stanzetta modesta del palazzo di giustizia, accolse amorevolmente il suo minor collega di Siviglia: ma, come seppe chi fosse il suo compagno di visita, fece la cera un po’ brusca.

—Lo raccomando a Vostra Eccellenza;—diceva il Deza,—quantunque non sappia bene quel che gli occorra. A me è grandemente raccomandato dal signor Adelantado, fratello del nostro glorioso Almirante maggiore, che Iddio guardi, e Sua Altezza il re tenga caro com’egli si merita.—

Il Ximenes stette a sentire con molta rassegnazione il fervorino per Cristoforo Colombo, che con altrettanta soddisfazione aveva proferito il Deza. E cortesemente lo accomiatò, accompagnandolo fino all’anticamera. Ritornò poscia nella stanza, dove il capitano Fiesco era rimasto in attesa, sempre turbato, ed allora più che mai, pensando che da quel colloquio dipendeva la sorte di Juana e la sua.

S’aspettava d’essere interrogato; e grande fu la sua maraviglia, sentendosi dire dal Ximenes:

—So tutto, e non occorre, signor conte, che mi raccontiate l’arresto avvenuto. Andiamo per la più breve, che converrà a voi come a me. Per qual ragione non volete voi servire Sua Altezza? Perchè cospirate coi suoi nemici?

—Io, Eccellenza?—gridò il capitano, facendo gli atti del massimo stupore.

—Siete stato a Siviglia;—ripigliò l’arcivescovo.—E si sa dove siete andato, in Siviglia.

—In un convento, Eccellenza; ad ossequiare la signora marchesa di Moya, ch’io non so essere in mala vista presso la Corona; a chiederle una grazia, che assai mi premeva, voglio dire il suo patrocinio per il signor Almirante. Don Cristoval Colon, che la marchesa ha sempre stimato e protetto, è in fin di vita; nè Vostra Eccellenza lo ignora. Unica e sola, che potesse anche giovargli in un delicatissimo caso di coscienza, era Beatrice di Bovadilla.—

Senza pensarci bene, forse operando per moto spontaneo d’ingegno avvezzo ai pronti espedienti, Bartolomeo Fiesco aveva toccato un tasto che doveva rendere buon suono nell’animo del virtuoso Ximenes.

—Di coscienza?—diss’egli.—E si può sapere, senza offesa di sacre ragioni?