Ahimè, sapevano ogni cosa, e non occorreva che aspettassero le nuove indagini di don Nicola Ovando! Sapevano ogni cosa, e il capitano Fiesco tremò tutto, dal capo alle piante.
Capitolo XIV.
A Laredo! a Laredo!
—Il colloquio era durato ancora, ma rotto, a pezzi e bocconi, non sapendo il Fiesco rassegnarsi ancora a finirlo e chiedendo sempre qualche cosa, il Ximenes strascicando le parole e mostrandogli di aver detto abbastanza. Ma quanti dubbi restavano nell’anima del povero capitano! E non gli si poteva almeno concedere di veder la sua donna?
—Troppo chiedete, senza averlo meritato!—rispondeva qui l’arcivescovo.—Prenderò ordini da Sua Altezza. Quando avrete veduto il re.... quando egli vi avrà date le sue istruzioni.... chi sa? non dispero. Ferdinando è buono per chi lo serve con amore. Ed io, signor conte, ho desiderio di contentarvi. Ma voi siate ragionevole; è nell’utile vostro.—
Il capitano Fiesco baciò l’anello pastorale, e più morto che vivo si ricondusse a casa. Era aspettato, e non potè tacere il colloquio che aveva avuto, con un frutto così scarso per sè, con tanto danno imminente per le speranze del suo grande concittadino. Terribil dilemma! o tradire gl’interessi dell’Almirante, o perdere Fior d’oro.
—Figliuol mio,—disse Cristoforo Colombo,—non vi date pensiero di me. So bene che il trionfo di Ferdinando è la perdita d’ogni speranza mia, d’ogni fede nella giustizia degli uomini. Ma se Iddio non volesse farmi morire contento?... Tutto quello che accade dimostra che questo è il suo alto disegno. Sia fatta la sua volontà. Certo, ho gravi colpe da scontare; e non è giusto che altri ne soffra per me. Andate dal re, accettate ogni cosa. Ciò che Dio vuole sarà; ciò ch’egli non vuole non sarà; sia benedetto il suo nome.—
Nè già l’Almirante conosceva per intiero i disegni della marchesa di Moya, e le probabilità su cui erano fondati. Ma di tutto ciò era informato l’Adelantado, che vedeva nella trista commissione imposta al capitano Fiesco pericolare ogni speranza di giustizia. Era quello un gran colpo, e forse mortale, per il suo sventurato fratello, che ad ogni tratto, per ogni commozione un po’ forte, ricadeva prostrato, bene lasciando intendere ai suoi familiari che le fonti della vita s’inaridivano in lui.