Nel dir queste parole sentii battere il cuore di Cecilia contro il mio, ed un senso di voluttà amara e profonda mi corse per tutte le fibre. Che cos'era la mia povera vita al raffronto di tanta felicità?

Imperocchè, sappiatelo, in fatto di amore ho sempre pensato che il primo bacio della donna amata e desiderata valga assai più che il sacrificio di tutto il sangue delle nostre vene. E che cos'era se non un primo bacio, lo stringersi del petto di quella creatura sul mio e il battere dei due cuori l'uno sull'altro? Il mio sangue ribollì a quel tocco infuocato, e mi parve allora che io fossi tanto forte, da contendere anche agli Dei tutti del cielo e dell'averno quella divina fra tutte le donne.

Ma erano sogni! Trebazio sorrise sinistramente e disse, ripigliando le mie stesse parole:

— Fino a tanto che tu viva!... Oh la maravigliosa promessa! Ti si ucciderà, stanne certo, e l'otterresti anche non volendo. Mira, conta per bene i tuoi avversari. Noi siamo qui, intorno a te, sitibondi del tuo sangue, più di cento; tu sei uno, ed hai sospesa al tuo seno una donna sbigottita, la quale t'impaccia le mani. Che te ne pare?... —

Trebazio aveva ragione pur troppo e con tristo accorgimento faceva sentire ai soldati il soverchio delle loro forze, contro la pochezza angustiata delle mie.

— Soldati! — proseguì allora. — Facciamola finita. Ad aggiustarla poi col prefetto, che voleva far centurione costui, non sapendo che egli era un traditore, penserò io, domani. Intanto pigliamoci la donna!

— Sì! sì! la roba nostra! — urlò da capo quel branco di lupi; e misto alle grida udii lo strepito dei ferri che uscivano dalle guaine.

E qui, sebbene io frema tutto quanto al rammentarlo, Cecilia mi si mostrò bella nel volto, negli atti e nelle parole, di un santo entusiasmo. Mi si strinse al petto quanto più forte potè, e mi susurrò all'orecchio con voce anelante:

— Calisto, per te, per la mia fama, per l'amor tuo, te ne supplico: uccidimi! —

Uccidimi! Quella parola mi andò diritta al cuore; gli occhi mi si ottenebrarono e mi parve di essere passato fuor fuori da un ferro rovente. Credevo di avere già molto sofferto; ma il passato, ma le angosce di quella notte medesima erano un nulla al raffronto di quell'ultimo tormento. Nè parola, nè immagine ch'io cercassi tra le più dolorose, varrebbe a significarvi quella agonia dello spirito, in mezzo alla quale, come nel bagliore di un lampo, io vidi una orribile cosa: vidi che quella donna era perduta; che io non l'avrei salvata dalla infamia fuorchè uccidendola; e che con la sua morte il mondo era finito per me.