— Non ti dolere, o Calisto. Tu hai errato; ma il pentimento cancella ogni colpa. Tutto ciò che è avvenuto, sia per meglio. Dio è uno ed onnipossente; adoriamolo!... —
Ciò detto, ella rimase assorta in una muta preghiera. Io m'inginocchiai da capo, e fu quella la prima invocazione ch'io facessi al Dio ignoto, invisibile, di Cecilia; nè più schietta mai, nè più fervida io penso che ne salisse mai alle stelle.
Mentre io così pregavo, la mano di Cecilia si mosse e venne a cercar le mie che erano posate sul letto.
— Addio dunque, o Calisto! — ella disse. — Credi tu nel mio Dio, nel vero nell'unico Iddio, il quale ha fatto gli uomini buoni e tutti uguali?
— Credo! — risposi, col cuore e gli occhi gonfi di lagrime.
— Grazie, mio Dio, — soggiunse Cecilia. — Tu hai consentito che innanzi di morire io richiamassi un uomo alla verità.... alla luce.... —
Le sue pupille mandarono un raggio di esultanza celeste. La camera si illuminò tutta quanta. Io sentii la mano di Cecilia stringer la mia, poi ricadere inerte sul letto. La divina creatura era morta.
Morta!
X.
Qui il povero suonatore si fermò, e rimase coi pugni stretti, appuntati contro la tavola, ansante e lo sguardo fiso.