Era un giovine malinconico, anzi, più che malinconico, saturnino. Vestiva con eletta semplicità, e non scambiava mai una parola con alcuno, tranne con cinque o sei coloni del suo podere, il quale, non so se ve l'abbia ancor detto, poteva fruttargli un duemila lire all'anno. Per i nostri paesi, e sapendosi contentare, era una bella moneta. Ma le dieci o dodici ragazze da marito che avevano fatto quella considerazione, si persuasero ben presto che il nuovo venuto non intendeva di spendere un centesimo di quella somma in denunzie matrimoniali.
Eppure un giorno, cosa strana, egli fu veduto accostarsi all'arciprete e ragionare con lui molto familiarmente, e don Bernardo andargli a braccetto per un bel tratto di strada. Che cos'era questa novità? Ve la dirò io. Calisto chiedeva a don Bernardo se nella chiesa parrocchiale ci fosse un organo.
Egli soggiungeva di essere appassionato per la musica, e dilettante di cembalo, ma lo stato delle cose sue non consentirgli la spesa d'un istrumento; però, se c'era un organo in chiesa, lo avrebbe suonato volentieri, tanto da non perder la mano.
Ma l'organo in chiesa non c'era, e don Bernardo con suo grande rammarico glielo confessò.
— Che peccato! — disse l'altro. — Avrei avuto tanto piacere a suonare! La musica è un passatempo così gradito! Io cionondimeno la ringrazio, signor parroco; ritornerò alle mie passeggiate e ai miei libri.
— Aspetti! aspetti! — ripigliò don Bernardo, percuotendosi la fronte con le palme. — Ci ho il fatto suo. Un organo c'è, in una cappella privata; ma da anni e anni non fu suonato più mai, e bisognerà forse farlo aggiustare. Veda che smemorato! Non ricordavo più l'organo di Villa Cervia....
— No! no! — esclamò, interrompendolo, il giovane. — Quell'organo.... Mai!
— Perchè mo? — gli chiese don Bernardo, mettendogli con sollecitudine paterna una mano sulla spalla. — Ella, giovine colto e di un animo nobile com'è, non renderebbe giustizia ai nuovi padroni, i quali alla fin fine sono pure i vecchi, del castello di Villa Cervia? Nei dolorosi ricordi che può a lei giustamente inspirare la vista di quel luogo, c'entra forse un po' di risentimento?
— No, don Bernardo! — si affrettò a rispondergli il giovane. — Non è per cotesto che io ricuso la sua offerta. So benissimo che i miei non furono che ospiti passeggeri nel castello, e che il conte di Villa Cervia ha fatto benissimo a riscattare la vecchia dimora dei suoi padri, quando fu messa all'asta pubblica. Ma la natura mia non mi consente di sollecitar grazie da alcuno, nè per contro di ficcarmi in luoghi dove io non sia stato cercato.
— Oh, quando non si tratta d'altro.... — soggiunse quell'anima buona di don Bernardo. — Volevo ben dire che gli intendimenti suoi non potevano non essere i più nobili del mondo! —