— Oh, se la vedesse, che buona e bella padroncina! È un angelo del paradiso; e come vuol bene alla povera gente! E come suona! Se la sentisse!... Veda, quando ella si pone al pianoforte, io chiudo gli occhi e mi pare di sentir lei, signor Calisto, sebbene tra il pianoforte e l'organo ci corra un po' di differenza; non è egli vero?
— Certo, c'è differenza, — rispose l'altro distratto; e non fece altre parole.
Il dialogo era avvenuto sul finir della messa. Calisto strinse la mano a Giovanni, come era suo costume, dopo che lo vedeva ogni domenica presso all'organo, tutto intento ad ascoltarlo; e se ne andò per la campagna.
Giovanni lo lasciò andare; ma, pel giorno dopo, gli serbava una improvvisata. Il conte Emanuele, che era grato a Calisto della sua cortesia, e che si sentiva sempre rompere il capo dal vecchio servitore con le lodi del giovine, e che infine era un po' curioso di vedere quel solitario, aveva detto a Giovanni che andasse da lui e, ringraziatolo della sua cortese assiduità, gli dicesse che era aspettato per la domenica seguente, dopo la messa, ad asciolvere al castello. Avrebbe intanto veduto il pianoforte e suonato qualche cosuccia.
Il vecchio servitore avrebbe potuto far subito l'imbasciata, ma se la tenne dentro, per andare egli stesso al Castagneto nella mattina seguente. E così fece, e argomenterete di leggieri che non ci andasse di gamba malata; tanto gli godeva l'animo di far cosa grata (così egli pensava) al prediletto signorino.
Se il conte avesse un figlio come lui! Era questo il pensiero continuo di Giovanni, imperocchè egli era uno di quei fedeli servitori, i quali si affezionano alla famiglia, come l'edera si abbarbica al muro. Il ramo principale dei conti di Villa Cervia si estingueva col conte Emanuele, il quale non aveva che una figlia; non è a dire se questo fosse acerbo rammarico per Giovanni. A lui, vecchio, direte, che importava che la famiglia fosse, o no, tenuta viva? Ma certe cose le si sentono, non ci si ragiona su; e questa malinconia di Giovanni era del numero.
Contro l'aspettazione del vecchio, l'imbasciata non parve piacere a Calisto, il cui volto si rabbuiò.
— Dio buono, signor Calisto! — soggiunse il vecchio. — Il signor conte credeva di usarle una cortesia. Egli aveva pensato che non le fosse discaro metter le mani sul pianoforte, tanto per variare un pochino....
— Lo so, lo intendo, Giovanni; ditegli che lo ringrazio, ma che, come egli saprà, non uso vedere nessuno.
— Ha ella dunque tanta paura a metter piede nel castello? —