Per tutta la domenica egli non disse nulla; ma ben si vedeva come egli fosse sdegnato. Il giorno appresso, non potendone più, se la prese col servitore, da lui beffardemente chiamato l'amico, il protettore del signorino. Giovanni non fiatò, ma con certe occhiate pietose parve scongiurar la contessina Cecilia che lo volesse difendere.

— Padre mio, — disse la giovinetta, dopo che il conte ebbe sfogato il suo mal umore per bene, — tu non devi dire che quel giovine vuol star troppo sulla sua....

— Anche tu ti metti ora a difenderlo?

— Io no; ricordo soltanto quello che tu stesso dicevi un giorno di lui. Egli non tiene già il broncio alla nostra famiglia, poichè tutte le domeniche usa venire tanto cortesemente a suonar l'organo; è piuttosto a credersi che la sua riluttanza ad entrare in queste sale derivi dalle tristi memorie che esse gli inspirano. Da quello che tu mi hai detto, intendo che il signor Caselli dev'essere molto malinconico e ombroso, e questo mi fa capire come egli abbia potuto starsi lontano ieri. Padre mio, non ti dispiaccia che la sensitiva ritiri e stringa le sue foglie quando la tocchi, poichè non è ruvidezza la sua, ma paura. —

Queste paroline, dette con aria di candore giovanile e accompagnate da una carezza, poterono più sul conte Emanuele che un sacco di buone ragioni. Gli si spianarono le rughe sulla fronte, ed era già sul punto di sorridere; ma, non volendo darsi vinto così presto, si provò a tener viva la controversia.

— Che fare adunque? Il signorino adesso non si lascerà più vedere, dopo il tiro che ci ha fatto. La gente vorrà sapere.... crederà che sia avvenuto un grosso guaio, e chi ne avrà la peggio?.... Noi, sempre noi.

— E a cotesto, padre mio, — soggiunse la bella avvocata, — non si rimedia nemmeno con lo sdegno. Fa a modo mio, mandagli a dire che tu lo dispensi dal venir qua, poichè ciò sembra dispiacergli tanto, ma che farà cosa grata a proseguire le sue belle suonate. Di questo modo, se la sua assenza può ascriversi a ruvidezza, quella che tu gli darai sarà una generosa lezione di urbanità; se, come io credo, non è che effetto di timore, tu lo assicuri con le tue gentili parole.

— Ben detto! — saltò su a dire Giovanni dall'uscio del salotto ove s'era rincantucciato; e fu tale il piglio, tale l'accento del buon servitore, che il conte si messe a ridere, e non seppe dir altro.

Intanto Calisto, udita la narrazione del vecchio Giovanni, si sentì come sollevare il cuore da un grave peso, e respirò a larghi polmoni.

— Direte al signor conte che lo ringrazio dal profondo dell'anima; — rispose egli allora. — Tutto il giorno di domenica fui a letto con la febbre, la quale non mi consentì di recarmi alla cappella. Per quanto risguarda il suo cortese invito, io, mentre pur gliene serbo gratitudine, non posso altrimenti accettarlo, imperocchè nelle stanze ove egli dimora a buon dritto, io pure ho passata la mia infanzia, con la mia povera madre. Ditegli che ho paura delle mie ricordanze, ed egli mi tenga per iscusato.