— Povero signorino! capisco.... capisco.... — borbottava Giovanni, asciugandosi le lagrime.
— Andate dunque, Giovanni, e a rivederci. Aggiungerete, rispetto alla febbre che m'ha tenuto in letto, che io mi sarei fatto un debito di mandarlo ad avvisare, se avessi creduto che francasse la spesa!...
— Che dice ella mai? — esclamò il servitore, alzando le palme. — Si figuri se non francava la spesa! Lei è l'anima di tutto, lassù. La cappella, senza l'opera sua, pareva deserta. Per un pezzo s'è aspettato, ed io sono uscito tre volte a guardar giù, sulla strada, dall'alto del bastione.... Insomma, la non si immagina mai più come si sentisse la sua mancanza, signor Calisto! E non francava la spesa.... non francava la spesa!... —
E ripetendo questa frase, che a lui sapeva di eresia, il vecchio Giovanni si allontanò dal Castagneto, per ritornarsene alla volta del castello.
La domenica seguente, alle dieci in punto, Calisto era sull'orchestra, seduto davanti alla tastiera dell'organo, che gli parve tutta piena di arcani profumi. Per la prima volta forse, da che era giunto in quei luoghi, si sentiva contento; dal rotto delle nuvole gli scintillava un raggio di sole.
Egli suonò quel giorno assai meglio che per lo innanzi, e, senza trascorrere al gaio, le sue melodie furono mirabilmente, soavemente serene. Il conte Emanuele era tutto orecchi a sentirlo; anche la contessina Cecilia stette molto attenta a quel mirabile concerto, e fu notato che per tutto il tempo della messa ella tenne gli occhi sul suo libro di preghiere, ma senza mai voltare la pagina.
XIV.
Il pensiero dello sconosciuto, che non voleva farsi vedere nel castello dove risiedevano tutte le sue più care e in un malinconiche ricordanze, cominciò forse allora a girarle per il capo?
Chi lo sa? Io, come vedete, argomento molte cose per via d'induzioni, fondate su quella poca esperienza del cuore umano che deriva dal mio ufficio. Vo ricomponendo questa storia con tutti i particolari raccolti allora da questo o da quello dei personaggi che v'ebbero parte, e a me rimasti in mente perchè mi furono raccontati tante volte; ma sento qua e là il difetto di molti fatti, o per meglio dire di molti pensieri i quali mi diano il bandolo psicologico della mia narrazione. E qui allora io vo rabberciando alla meglio, aiutandomi con un po' di invenzione. Non ve ne lagnate; poichè di questa guisa io vengo a darvi il lavoro fatto, senza che abbiate bisogno di beccarvi il cervello.
Ora veniamo al buono; donde vedrete scaturire una nuova testimonianza a pro di quella trita verità, che i grandi effetti spesso derivano dalle piccole cause.