— I vecchi quadri del salone! — esclamò Calisto. — Ma sapete, signorina, che io li ho amati, come se portassero la effigie dei miei? Spesso mi avvenne di andarmi a raggomitolare in una gran sedia a bracciuoli, di rimpetto a quella bella gentildonna che sembra guardarvi in qualunque parte del salone vi siate, e che abbandona una mano alle carezze di un cagnolino.

— La contessa Giulia, la madre del mio bisnonno; — disse Cecilia.

— Sta bene; — rispose Calisto; — io non sapevo il suo nome, come nol so di nessun altro di quegli antichi; ma la bontà che le spirava dal volto, e quella sua aria pensierosa, mi facevano tenerezza, e stavo ore ed ore a contemplarla. Tutto, insomma, tutto, là dentro, ha un ricordo per me; e come volete che io possa rientrarvi senza sgomento?... —

La bionda fanciulla, che lo aveva ascoltato con molta attenzione fino a quel punto, stette un poco sovra pensieri; quindi, con un piglio di regina, gli disse:

— Volete voi obbedirmi?

— In che cosa?

— Ah, signor Caselli, badate! voi mettete delle condizioni....

— Nessuna, se così volete. Vi obbedirò in ogni cosa che a voi piaccia di comandarmi.

— Datemi la mano.

— Eccola!