Il marchese di Cardiana, che scriveva di queste lettere, era un uomo quattro o cinque volte milionario, e non aveva che due figli; per giunta egli apparteneva alla prima nobiltà piemontese, e si vantava di un suo antenato che era stato a Rodi con Amedeo di Savoia (il quale Amedeo, a dirla tra parentesi, non è mai stato laggiù); nè si poteva disconoscerne che fosse un magnifico partito, segnatamente se il giovine era costumato; della qual cosa, poi, non era a dubitarsi nemmeno, essendo egli un Cardiana.
Tutte queste belle ragioni si affacciarono alla mente del conte Emanuele, tra un periodo e l'altro di quella lettera miracolosa. D'altra parte, chi avrebbe egli dato in marito a Cecilia, fino a tanto che stava rinchiuso tra quelle montagne? Poichè questo passo si aveva a fare, meglio il farlo subito e cogliere una occasione che non si sarebbe più così agevolmente offerta, con una corona di marchese in capo e due milioni nel portafogli.
La deliberazione fu pronta nell'animo del conte Emanuele. Egli alzò gli occhi dallo scritto, e voltosi a Cecilia che stava seduta al suo pianoforte, mentre Calisto scorreva degli occhi il giornale, le annunziò la venuta del giovine marchese di Cardiana, loro mezzo parente per via di donne, il quale veniva a recar loro i saluti del padre e fare una scampagnata nelle Langhe.
La giovinetta impallidì, e i suoi occhi pieni di subitaneo sgomento andarono incontanente a cercare quelli di Calisto. Egli pure era diventato pallido come la morte.
Il conte Emanuele non si avvide di quello sguardo, e dopo aver preso il giornale che Calisto aveva lasciato cadere sulla tavola, se ne andò su d'una loggia lì accanto, come era suo costume, per mettersi in corpo tutte le quattro pagine.
— Cecilia, — esclamò il giovane, accostandosi a lei, nel colmo dell'agitazione, appena il conte fu andato: — quest'uomo sarà vostro marito!...
— Dio mio! non correte tanto! — rispose la contessina, senza trovare nè strano, nè disdicevole che egli per la prima volta si facesse a chiamarla col suo nome. — Egli viene, e sia pure; per la strada che viene potrà anche ritornarsene.
— Così pur fosse! Ma, vedete: ci sono dei presentimenti, che ingannano di rado; e questo è del numero.
— Perchè mi dite cotesto? — chiese Cecilia, assai più sgomentita che non volesse parere.
I suoi timori, infatti, rispondevano troppo bene a quelli del giovane. Che cosa voleva quel marchesino di Cardiana, del quale non s'era mai sentito parlare? Perchè veniva ad intromettere la sua ignota persona in un queto idillio campestre, senz'altra ragione che quella, già molto stramba di per sè stessa, di recar le novelle del padre, ignoto egualmente ai due giovani, e non mai nominato, nè in altra maniera ricordato dal conte?