Qui il conte Emanuele apparve qual era nel fondo, il nobile e borioso castellano, per cui Calisto non era che il povero borghesuccio, o, come si dice da certa gente, il plebeo.
— Mia figlia, signor Caselli, — disse egli alzandosi in piedi, — è del sangue dei Villa Cervia, e quello che fa suo padre è ben fatto per lei. Mi duole d'esser costretto a ricordarvelo.
— Perdonate, signor conte, — ripigliò Calisto, a cui la gravità del colloquio conferiva le forze per sostenerlo. — Voi bene intendete che io metto in questo duro giuoco la mia ultima posta, la mia tranquillità, la mia vita. Ora che ho cominciato, siate cortese; compatitemi, lasciatemi finire. —
Il conte Emanuele fe' un cenno del capo, che voleva dire: accomodatevi, e si rimise frattanto a sedere.
— Signor conte, — proseguì Calisto, misurando le parole con solenne lentezza, — io so bene di non essere nulla ai vostri occhi; ma la ragione che voi mi avete addotta pur dianzi è troppo lieve in cosa di tanto grave momento. Scusate; io non intendo con ciò di recarvi offesa, nè di biasimare ciò che fate. Ma io amo vostra figlia di un amore ineffabile, immenso. Ora, se voi credete che questo sia un argomento non isfornito di pregio per la felicità della figlia vostra, datemi ascolto. Io diventerò uomo non indegno di voi, nè di lei. Sono povero; le quaranta mila lire che mi rimangono, io quasi non ardisco metterle in conto; ma mi restano ancora molti e sinceri amici in alto stato. Rimane una strada sulla quale io avevo già divisato di mettermi, e me ne distolse la morte dei miei parenti, il nessun pensiero che io avevo di me stesso dopo la rovina della mia famiglia; una strada nella quale un giovane della mia età, con la mia volontà e con quella virtù prepotente che gl'infonderebbe il desiderio di mostrarsi degno del vostro parentado, mi farebbero entrare, non senza decoro al mio nome ed al mio paese che andrei a servire altrove. Ho conforto di buoni studi; parecchie delle lingue d'Europa mi sono familiari. Ve lo giuro per l'anima mia, signor conte, diventerò un uomo! —
Dette queste cose con voce sicura e con piglio eloquente, il giovane Calisto si fermò, e stette con una mano appoggiata al parapetto, la fronte alta e lo sguardo sereno, ad aspettare la risposta del conte.
Questi era rimasto fortemente commosso dal discorso del giovane; ma se i suoi modi verso di lui potevano per avventura essersi più temperati, non si erano veramente mutati i propositi.
— Ve lo credo, amico mio; — egli disse. — Ma tutto questo potrebbe forse farvi.... —
E qui il conte fu molto impacciato a finire la frase.
— Proseguite! — soggiunse Calisto. — Non abbiate timore di offendermi. Io berrò questo calice fino all'ultima goccia.