Ma torniamo alla Villa Cervia. Un bel giorno, mentre la famiglia era raccolta nel salone, uno dei servi venne a dire al conte Emanuele che da parecchie notti vedeva avvicinarsi al castello un uomo di apparenza sospetta. Fattosi una notte a caso presso il balcone della sua camera che guardava sulla costiera, aveva udito uno strepito come di sassi che ruzzolavano per la china, e, messo fuori il capo a guardare, aveva veduto al chiaror della luna un uomo che saliva su per l'erta, aiutandosi con le mani. Costui, come fu giunto a piè del muro, si fermò e stette un pezzo a guardare in alto; la qual cosa, a parere del servo che lo spiava, significava che l'ignoto studiasse i luoghi, con qualche perverso disegno. Egli non aveva voluto dir nulla, per non destare inutili timori; ma la cosa si era ripetuta le notti seguenti, epperò egli aveva risoluto di parlarne al conte, come infatti faceva in quel punto.

All'udire il racconto del servitore, il conte Emanuele corse subito con la mente ai malandrini che infestavano i dintorni, e comandò si tornasse all'antica vigilanza, che si chiudesse per bene ogni porta ed ogni finestra; al resto avrebbe provveduto egli.

Il marchese di Cardiana non disse nulla; soltanto si contentò di chiedere a che ora della notte venisse l'ignoto, e avutone in risposta che egli capitava sempre intorno al tocco dopo la mezzanotte, non aggiunse più altro.

Poco dopo si diede in tavola, e in quella che il conte stava parlando dei malandrini e del notturno visitatore col parroco don Bernardo, il Cardiana bisbigliò alla moglie che gli era seduta accanto:

— Credete, signora, a tutta questa necessità di precauzioni ed apparecchi di difesa?

— Io? — rispose meravigliata Cecilia. — Che ho da pensarne io? e perchè mi chiedete cotesto?

— Perchè un uomo, — soggiunse il marito, — che viene tutte le notti quassù, da quel lato ove guarda appunto una certa camera che so dir io, mi ha più l'aria di un innamorato che di un ladro. —

La marchesa guardò suo marito con piglio severo, poi chinò gli occhi e non rispose più altro.

— Ma lo scoverò ben io, questo ladro, o innamorato che sia! — aggiunse il Cardiana, parlando sempre sommesso, e coi denti stretti. E ciò detto, anch'egli si tacque.

Giovanni, che stava ad una rispettosa distanza, dietro la sedia della sua venerata padroncina, udì questo breve dialogo, il quale diceva pure tante cose, e tante altre ne spiegava, intorno alle quali il povero servitore da lunga pezza si stillava il cervello.