«Acconsentirono regnasse Zeruano, ma patteggiarono giurati di far morire tutti i maschi che di Zeruano nascessero, perchè egli non regnasse su loro sempre ne' posteri suoi.

«Perciò posero alcuni Titani robusti, che vegliassero ai parti delle donne di Zeruano. E già due maschi sono uccisi, per ossequio al patto giurato, quando la pietosa Asdlig, secondata dalle piangenti donne, commuove i barbari cuori.

«Vivano i figli di Zeruano, e valide braccia li portino in occidente, sulla vetta di un monte. E sia come un altro Ararat, donde la nostra stirpe discenda a popolare la terra.»

Tacque, ciò detto, il cantore, e un altro gli sottentrò non meno caro alle turbe.

— «Dopo la navigazione di Chisutro alle terre alte e il suo approdo alle ultime vette dell'Ararat, uno dei suoi figli, per nome Sim, va verso tramontana e ponente. Tratto da vaghezza di conoscere i luoghi, s'inoltra egli a tramontana e ponente.

«Qua giunge, e mette sua stanza a' piedi d'un monte dalle lunghe falde, solcate dai fiumi che scendono nelle terre degli Accad. Mette qui sua stanza per due lune e chiama il monte Sim dal suo nome; indi fa ritorno verso mezzogiorno e oriente, verso le contrade dond'era venuto.

«Ma uno de' suoi figli, Darpan, co' suoi trenta nati e quindici figliuole, coi loro mariti, separandosi dal vecchio padre, si fermano a dimora tra noi. E Sim, dal nome del figlio, chiama il luogo Daron, e la regione ov'egli stesso aveva abitato, chiama Tzeronk, che significa dispersione.

«Imperocchè ivi si separò il suo figlio da lui, e un altro del pari, che va a metter dimora presso i confini della regione di Bakdi. E quest'altro luogo serba tuttavia il nome di Zaruant.

«Questo è il poco della stirpe di Sim, che rimase nelle terre d'Aiasdan, innanzi che il forte Aìco venisse a rallegrarle di sua dolce presenza. Ora, non sì tosto egli apparve, che tutti, discendenti di Sim, tribù bellicose di Javan, e domati figli di Turan, accolsero volonterosi la sua paterna autorità, si confusero in una sola gente, in un solo volere, sotto lo scettro del gigante dagli occhi azzurri.

«Ricordate la vostra storia, o genti aicàne; queste le prime e care memorie domestiche; così fu popolato il suolo che tutti ad una dobbiamo difendere, contro le voglie rapaci dei figliuoli di Nemrod.»