— Faresti orribile cosa, — disse a lui di rimando Sumàti, — e a te di danno certissimo; imperocchè io tacerei, io, tuo prigioniero e condannato a morte, che pure, per capriccio della fortuna, ho la tua vita nel pugno.
— Ah, credi! — replicò la regina, con aria di sommo disprezzo. — Io frattanto ho la tua e vo' darla ai tormenti.
— Io medesimo te la offersi; — ripigliò tranquillamente Sumàti, — chiedine al tuo Faleg, ed egli ti dirà ch'io mi son posto in sua mano. I tormenti non fanno paura ai seguaci di Brama; uscir di vita non mi duole per fermo. Fin dal momento che non v'ebbe più speranza per l'armi aicàne, avrei potuto darmi la morte; nol feci, perchè anzitutto mi premeva la salvezza del re. E certo, se la tua collera non si fa ella a colpirlo, io l'ho salvato, stamane....
— Tu? in qual modo?
— Io, sì! Ho qui meco un'ampolla; ma le mie mani non possono cavarla fuori dal seno, impedite come sono di ferri... —
Hurki, ad un cenno della regina, si avvicinò al prigioniero, e frugatolo, gli tolse dalla cintura un'ampolla, dal cui seno traspariva un umore verdognolo, e la recò a Semiramide.
— In quell'ampolla, — proseguì Sumàti, — è un liquore possente, stillato da piante arcane della mia terra. Una metà di questo liquore basterebbe a dare la morte; lenta morte e soave, ma certa. Una goccia sola, stemperata nell'acqua, rinfranca, ravviva gli spiriti languenti. Così ho io richiamato nelle vene del re la vita che sembrava fuggirgli; e credano pure i tuoi Casdim ad un prodigio del cielo, o alla efficacia dei farmachi loro. Ieri appena e stamane, mi fu dato di rimanere solo un istante con lui, per ministrargli la portentosa bevanda. Ora egli è fuor di pericolo, ed eccomi a te, o regina degli Accad, per espiare i miei falli, narrarti il passato e il futuro, senz'altro compenso per me, tranne questo: la vita e la libertà di quell'uomo.
— Il futuro? E il passato, hai detto? — sclamò la regina, guardandolo fiso negli occhi, come volesse penetrargli nell'animo.
Il prigioniero le rispose con un ripetuto cenno del capo, che voleva dire: l'una cosa e l'altra saprai.
Tosto la regina si volse allo scriba e di un gesto lo accommiatò. — Hurki, — diss'ella poscia al capo degli eunuchi, — esci sull'atrio ed attendi. —