— Che? — sclamò Semiramide. — Non gli hai tu già disvelato ogni cosa?

— No; — rispose Sumàti, chinando raumiliato la fronte; — non ho ardito di farlo.

— Ma penso che gliel dirai! — incalzò la regina. — Tu hai parlato de' tuoi rimorsi, o vecchio. E che? credi tu che il tuo Dio abbia ad usarti misericordia, se non t'umilii nel tuo rossore davanti a chi hai ingannato, se non diffondi la verità dove hai seminato la menzogna?

— Ah! e credi tu, — disse a lei di rimando il prigioniero, con voce impressa d'ineffabile angoscia, — che avrei scelto di offrirmi alla tua presenza se mi fosse bastato l'animo di aprirmi d'ogni cosa con lui? Bene era questo il mio primo disegno; confessargli ogni cosa, bere un sorso da quell'ampolla liberatrice e morire. Fui una volta sul punto e non ne ebbi la forza. Il veleno mi avrebbe tolto la vita, non la vergogna di quel temuto colloquio. Inoltre, egli era già tardi. Sopravvenne la pugna; indi, egli ferito e fuori dei sensi, agonizzante forse; io disperato per tanta rovina d'ogni cosa a lui cara; da ultimo con un più acerbo dubbio nell'anima, non forse l'inganno nostro, dopo avergli fatto perdere il regno e la pace del cuore, gli procacciasse morte da un tuo barbaro comando, e morte non degna di re. Semiram, io muoio consolato, pensando che tu l'ami. Tu, non colpevole, tu avrai forza di palesargli il vero. Ne sarà la mia morte il suggello, e mi meriterà il suo perdono.

— Tu parlerai! — gridò la regina con inflessibile accento. — Sarai condotto al suo capezzale e tutto egli udrà dal tuo labbro.

— No: — rispose tristamente Sumàti, — la mia vita ti ho offerto; altro non puoi chieder da me.

— Poche parole soltanto, poche parole ti chiedo. Mio re, gli dirai, la Triade t'ha mentito; hai veduto una larva creata da noi....

— No, regina, non l'ardirei. Guardarlo in faccia e parlargli in tal guisa?... È impossibile. Vedi; io mi sono umiliato davanti a te, a te che non amo. Ma tu sei donna; e la donna è per noi la creatura debole; ci facciamo più facilmente codardi con lei. Ma al cospetto di un uomo.... dell'uomo che amo!... Ah perchè, eterno Iddio, questo vecchio mio cuore sente e palpita ancora? Credevo che ei fosse morto, quel giorno che il mio povero Naroda perì. E vive, tenace, ed ama tuttavia; il paterno affetto ha trovato ancora cui dare i suoi ultimi ardori. Perchè? Come avviene egli ciò? V'hanno piante, le quali, recise in sul tronco, pure non sanno rassegnarsi a morire, e, non potendo più farsi ramo, frondeggiano dal ceppo rugoso e mettono un fiore....

— Bada, o vecchio! — esclamò Semiramide, la cui voce in quel momento assumeva alcun che di solenne. — Tu m'hai svelato poc'anzi la più orrida trama in cui possa pericolare un impero; tu m'hai mostrato l'abisso in cui sono già per cadere. Nè di questa minacciata rovina, nè di quel danno mi curo. Avvenga che vuole; io so questo soltanto, e mi basta, che, dove io comparisca, farò ancora tremare i miei congiurati nemici, e che, se io pure debba lasciarvi la vita, il mondo, per quanto duri lontano, ricorderà come Semiramide è morta. Tu mi hai addolorata, abbattuta non già, nè sorpresa. Stamane, dopo aver veduto io stessa, con questi miei occhi, il re d'Armenia nel suo letto di dolore, pallido, stremato di forze, languente, ho pregato gli Dei, ho votato ogni mia fortuna per la salvezza di quella nobile vita. Odimi ancora! Io avevo un talismano, impresso d'arcane cifre, che fu sempre con me, fin dai miei anni più verdi. Era fama che le sorti del mio regno, la mia grandezza, la mia gloria, la mia esaltazione su tutti i potenti della terra, fossero incatenate a quella negra gemma da virtù di magici incanti. Orbene, vedi; laggiù, in quelle acque profonde, io l'ho gittata stamane. La via è lunga, ed io ho veduto il mio talismano percorrerla intiera; nè mentre esso cadeva, ho sentito pur uno spasimo, una trafittura, una stretta di pentimento nel cuore. Misura da ciò l'amor mio per quell'uomo! E credi tu che, giunta l'occasione di apparirgli qual sono, di riconquistare quel cuore che è mio, potrò lasciarla fuggire? Dovrò io umiliarmi, arrossire, perchè tu, il colpevole, il traditore, il codardo, non avrai osato di farlo? —

Il prigioniero, che con ansiosa cura avea seguito il discorso della regina, chinò la testa sul petto e non rispose parola.