— Due notti in Babilonia, — egli disse, — sono gran ventura per noi, quale non ci era dato sperare dalla benevolenza del cielo. Ponete mente, o savi consiglieri del re: ciò che a noi tornò così malagevole di ottenere, la mercè di destri emissarii, tenteremo liberamente noi stessi per le vie della città, nelle lunghe ore che ci consente la tregua. Nè così audace è il popolo, nè ancora così pronto ad ammutinarsi l'esercito. D'una propizia occasione è mestieri, e questa occasione è la tregua.
— Ma sarà ella osservata, la tregua? — notarono gli altri, con accento di dubbio. — Non è per avventura da temersi una insidia?
— Semiramide non è donna da tendere insidie! — rispose brevemente Zerduste. — Ciò ch'ella promette fedelmente atterrà. State di buon animo, ed eleggete quali di voi dovranno recarsi alla reggia. Io medesimo, che più d'ogni altro avrei cagion di temere, scenderò in Babilonia cogli inviati del re e col venerato collegio dei Casdim. —
Ora, Zerduste era l'anima della rivolta e a lui tutti facevano capo, come al vero monarca. I Casdim medesimi, ai quali l'astuto prometteva tanta possanza nell'impero, erano a lui vincolati. La proposta fu dunque accettata.
Tosto, recatosi alle porte della città, il principe di Bakdi venne a parlamento con Faleg.
— La regina ascolterà dunque i voti dei Casdim e dei grandi rifuggiti in Barsipa?
— E degli anziani di Babilu; — aggiunse Faleg. — Il popolo rimasto in città è sempre il maggior numero; nè il suo voto, qualunque esso sia, va lasciato in disparte.
— Sta bene; — disse Zerduste. — E che intendi tu per altri dei ribelli, purchè siano principi delle loro nazioni? Son io dunque del numero?
— Tu primo, — rispose l'inviato di Semiramide, — e le mie parole indicavano te. Non fosti tu il consigliero della ribellione? Non comandi tu, non fai ogni cosa a tuo talento appo il re? Vieni dunque, se ti aggrada; la tua persona, come quella d'ogni altro, ci è sacra. —
Così minutamente convenuti di tutto fu giurata quel medesimo giorno la tregua nel tempio di Nebo. Giurò Zerduste per Ninia e pei ribelli; Faleg per la regina e per l'esercito suo; Abdenago, il primo degli anziani, pel popolo delle quattro favelle.