Ara non rispose parola. Tornato in sulla soglia, spinse l'uscio con urto poderoso che ne fe' andare i cedevoli battenti fin contro agli stipiti, e si cacciò dentro sollecito.

Ma appunto allora un orrendo frastuono si udì, come di cento dischi di rame l'un contro l'altro percossi, e con essi un rombo di tuono, una confusione di grida e di urli feroci. Intronato, strinse egli ambe le palme alle tempie per turarsi gli orecchi, che gli pareva dovessero andarne in frantumi. E così avesse chiuso gli occhi del pari! Un bagliore improvviso venne a ferirgli lo sguardo e gli si parò dinanzi come una fornace, anzi un lago di fuoco, per entro a cui si agitavano confusamente mille figure strane, bocche sgangherate, lunghe braccia e mani armate di unghioni minacciosi, mostri alati che arrotavano gli occhi uscenti fuori dell'orbite, guerrieri di smisurata statura, che brandivano spade roventi, e si raccoglievano sulle gambe tese, in atto di avventarsegli contro. Egli rimase un istante attonito, guatando l'orrida scena; indi, si dispose ad attendere i colpi della molteplice schiera.

Aspettava tranquillo la morte, ma la morte non venne; l'alito di fuoco sul volto, ma esso non giunse fino a lui. Per contro, quel torrente di luce ad un tratto si spense, cessò il frastuono, e fu d'improvviso un buio, un silenzio di tomba.

— Ah! — sclamò egli allora, sorridendo amaramente. — Vi prendevate voi giuoco di me? —

E allora la voce rispose:

— Son queste le false parvenze della vita, i pericoli che circondano l'uomo, nel suo viaggio sulla terra. Guai a chi si smarrisce d'animo, imperocchè egli è dannato a perire. Il savio non teme la morte; essa non è che la liberazione dalle catene dei sensi. Da valoroso hai superata la prova. Gli spiriti arcani non t'impediscono il cammino. Va innanzi. —

Ara obbedì al comando e si mosse.

Intanto al suo cospetto si diradavano le tenebre e un mite chiarore si diffondeva all'intorno, rendendo le sembianze smarrite alle cose. Per altro, ciò ch'egli vide non era più il sotterraneo, bensì un vasto loggiato, sorretto e chiuso da alte colonne, per mezzo alle quali vedeasi il cielo sereno e l'onda tranquilla d'un lago, che spirava fino a lui un alito di soave frescura.

Non era quello per fermo un inganno dei sensi. Una copia di cigni correva speditamente sull'acque, incalzando alla riva uno stuolo di giovani donne, le quali si sollazzavano su quella superficie di liquido argento. Ed egli ammirato le vide emergere dall'onda, rasciugarsi le candide membra, e poscia, mal chiuse in sottilissimi veli, entrare sotto il loggiato. Colà, anch'esse si avvidero della presenza del forastiero, e timorose da prima, indi fatte dal suo stupore più audaci, si condussero con agili passi alla volta di lui.

Bellissime eran costoro e niente que' sottilissimi lini negavano di lor membra prestanti allo sguardo. Una tra esse, la più leggiadra di certo, splendida a vedersi per sovrumana eccellenza di forme, pe' sciolti crini, neri come bitume, che facean risaltare viemmeglio la perlata bianchezza delle carni, venne a rigirarsegli intorno con atti cortesi, e movenze, donde traspariva il desiderio di piacergli e di vincerlo. Si schermiva egli, e già avea ricusato di bere alla coppa che la vaghissima ignota gli profferiva, allorquando ella, avvicinatasi in atto supplichevole, mentre le compagne intrecciavano a tondo le danze, gli gittava le braccia attorno al collo, s'avvinghiava amorosa a lui e gli susurrava all'orecchio: