«Io ti ho data la vita dell'intelletto, disse a lui di rimando il maestro; ecco, io ti darò quella eziandio della felicità e dello amore. Mia figlia Parvàdi risplende fra tutte le vergini per saviezza e beltà. Dal dì che nacque, io te l'ho destinata in moglie; i suoi sguardi non si sono ancora soffermati sopra alcun uomo, e nessuno ha veduto mai il suo volto leggiadro.
«Giubilò nel suo cuore Adgigarta, ed impalmò la bella Parvàdi. Scorsero gli anni senza che nulla venisse a turbare la loro felicità. I loro armenti erano i più vistosi della contrada: le loro messi benedette da Dio. Solo una cosa mancava ai loro voti; Parvàdi era sterile. Invano ella era andata in pellegrinaggio all'onda sacra del Gange, invano aveva ella pregato; e l'ottavo anno di sua sterilità si appressava, dopo cui, giusta la legge, dovea ripudiarla come disutil compagna il marito.
«Triste nel profondo dell'anima, Adgigarta tolse un giorno il più bello fra i capretti dell'armento, e andò in luogo appartato, a farne olocausto al Signore. — Mio Dio, disse egli, non voler separare ciò che tu stesso hai unito.... E null'altro potè aggiungere, poichè i singhiozzi soffocavano le parole.
«Ma ecco, in quella ch'egli si rimaneva colla faccia a terra, gemendo ed invocando il Signore, una voce si udì dalla nube: — Torna alle tue case, Adgigarta; imperocchè Dio ha ascoltato la tua preghiera ed ha compassione di te.
«Ora, tornando il savio alla sua dimora, vide farglisi incontro Parvàdi, tutta sorridente e lieta, come da lunga pezza non gli era più occorso vederla. E chiestole il perchè di quel suo mutamento, n'ebbe da lei in risposta: — Un uomo, affranto dalla stanchezza è venuto pur dianzi a posarsi sotto al nostro pergolato. Io gli ho profferto l'acqua limpida, il riso ed il latte che si offre ai viandanti. Ed egli mi ha detto partendo: Il tuo cuore è triste e i tuoi occhi sono rossi dalle lagrime; ma statti di buon animo, imperocchè di te nascerà un figlio, al quale tu imporrai il nome di Viashàgana, ossia nato dalla elemosina; ed egli ti serberà l'amore di tuo marito e sarà l'onore del vostro legnaggio.
«A sua volta Adgigarta raccontò alla moglie ciò che gli era occorso nell'ora del sacrificio, ed ambedue si consolarono pensando che le loro angosce stavano per finire e che l'un d'essi non sarebbe stato disgiunto dal- l'altro.
«Nacque il figlio aspettato, e fu il solo del suo sesso, quantunque Parvàdi allegrasse ancora di numerosa prole la casa benedetta. E come il fanciullo ebbe raggiunto il dodicesimo anno, Adgigarta volle condurlo sulla montagna con sè, per render grazie al Signore e sacrificargli un capretto, il più bello che fosse nell'armento.
«Ed ecco, mentre valicavano un folto bosco, si abbatterono in una tenera colomba, caduta dal nido, che stava per esser la preda di un serpe. Viashàgana si gettò allora sul rettile, lo uccise d'un colpo col suo vincastro e ripose la colombella nel nido. La madre, che aliava tutt'intorno riempiendo l'aria di strida, ringraziò con verso mutato il pietoso fanciullo. Ed Adgigarta giubilò nel profondo del cuore, vedendo come il figlio suo fosse prode e buono dell'animo.
«Poi che furono sulla vetta del monte, si dettero ambidue a raccattare la stipa e i sarmenti per l'ara del sacrificio. E in quel mezzo, il capretto, che avevano condotto per l'olocausto, ruppe il suo vincolo e si appiattò tra i cespugli, cosicchè non fu più dato rinvenirlo. E allora Adgigarta disse al figliuolo: — Ecco la stipa pel sacrificio, ma oramai ci manca la vittima. Vanne tu al nido della colomba che hai salvata poc'anzi e portala a me, perchè io l'offra al Signore, in luogo del capretto fuggito.
«Viashàgana era già per obbedire al cenno del padre, allorquando la voce sdegnata di Brama si udì. — Perchè comandi tu ciò al figlio tuo? Avreste campato la colomba dalle fauci del serpente, solo per imitar questo nella sua malvagità? Colui che distrugge in tal modo i suoi benefizi, non è degno di me. Tu hai peccato, Adgigarta; in penitenza del fallo, immolerai il figlio tuo su quest'ara!