— Non darti pensiero di ciò; — interruppe la regina, ritraendo istintivamente le mani accusatrici; — io non ho nulla, sai? non ho nulla. Le cure dell'impero sono molte, e la corona non è sempre lieve peso alla fronte. Tu regnerai un giorno, mio diletto figliuolo, ed allora... Ma dimmi piuttosto; donde vieni tu, ancora cosparso di polvere?

— Ah, mi perdoni la possente regina! — gridò Ninia, arrossendo. — Son sceso or ora d'arcione, e impaziente di vedere mia madre... Sai? — soggiunse egli interrompendosi. — Ieri non ti avevo abbracciata...

— E fu male; — ripigliò Semiramide, baciandolo in fronte. — Troppo ti stai lontano dalla reggia, o mio Ninia. Ieri, ad esempio, fu giorno solenne, e tu non eri al mio fianco, per ricever l'ospite tributario d'Armavir.

— Ah sì, l'ho veduto stamane! — disse il giovinetto, con accento d'amarezza.

— E dove? — gridò la regina.

— Poco più oltre il villaggio di Lahiru; — rispose egli allora, senza por mente alla subita commozione che dipingeva di pallore il volto di sua madre. — La cavalcata volava via come il vento. Generosi corsieri ha l'Armenia; ma superbi sono oltremodo i suoi re.

— Come? Perchè parli tu in tal guisa?

— Sì; — continuò l'adolescente; — egli è passato davanti a me e non si è pur degnato di volgermi lo sguardo, sebbene le grida del popolo dovessero avergli fatto udire il mio nome. A che tanto orgoglio in un principe tributario? Non sono io il figlio di Nino? Ma che hai tu, madre mia? —

La domanda affettuosa di Ninia non era fuori di luogo. Difatti, Semiramide si sentiva venir meno. Le forze che ella aveva sollecitamente raccolte per resistere al colpo improvviso, si erano consumate in quel momento supremo, ed ella ricadeva perduta sul trono, in preda ad una commozione indicibile.

Così egli era partito? L'offesa non poteva esser più grave. Nel cuor della notte, mentre gli eunuchi nell'anticamera cedevano al sonno, egli era uscito dalle sue stanze, fuggito dalla reggia, corso ai baluardi di Nivitti Bel per raunar la sua gente e allontanarsi da Babilonia, innanzi le prime luci del giorno. E come e quando aveva egli potuto meditar quella fuga? Certo laggiù, nella sala del convito, davanti a lei, mentre ella figgeva gli occhi amorosi nei suoi, per leggervi, stolta, le promesse e i rapimenti d'un affetto profondo, immutabile.