— Non farò contesa di vane parole con te; — disse freddamente il messaggiero. — Sia pure libero presente, e pegno d'amicizia, come giova all'orgoglio aicàno di chiamarlo; ma proseguirai tu a darlo in futuro?

— Il futuro è in grembo di Zervane Acherene! — rispose il re, con accento di mal frenata impazienza. — Chi può dire oggi ciò che domani avverrà?

— Esso non è dunque nella tua mente? — incalzò il babilonese. — Non nella fede giurata?

— Giurata! Quando? e da chi? — proruppe il re, con voce tonante. — Bada a te, messaggiero; la menzogna è sul tuo labbro, e chi t'ha detto avere gli Aìcani giurato un patto di servitù, ha mentito al cospetto dei cieli. Ma, poichè egli bisogna dir tutto, — proseguì Ara, tornando, sebbene a fatica, in sè stesso, e piegando la voce ad accento di sottile ironia, — dimmi ancora; se io pure ti rispondessi che l'Armenia seguiterà a pagare, come voi lo chiamate, un tributo, basterebbe ciò alla regina degli Accad?

— No, difatti.... — rispose quell'altro, — non basterebbe.

— Ah, — esclamò Ara, sorridendo amaramente. — E che altro si vuole?

— Che tu abbia a tornare, scortato da noi....

— In Babilonia?

— No; al campo della regina, che è di presente in Assur, nel paese di Nahiri. Colà, al cospetto di tutti i popoli che seguono in armi la possente regina, tu giurerai fedeltà al trono degli Accad, e quindi, tu e i successori tuoi, sarete prosciolti da ogni tributo. Semiramide è generosa, non avida di ricchezze pel tesoro di Babilu. Spesso ella dona in un giorno, ciò che dieci provincie potrebbero darle in un anno. Tu vedi, o re, da ciò che ella chiede, come non la muova cupidigia o mal animo contro le genti d'Armenia.

— Grande è Semiramide! — notò con piglio sarcastico, il re. — Se ella mi avesse chiesto cosa che tornasse a danno del mio popolo, avrei recisamente negato. Ella chiede in quella vece la mia umiliazione. E a ciò forse potrò io inchinarmi; — aggiunse dopo essere stato alquanto sopra di sè. — Ma che ne pensano coloro che m'hanno riconosciuto pel loro signore? coloro che da me s'aspettano diportamenti degni del nome aicàno? A voi, grandi del reame, e governatori delle città, il giudizio! Rispondete liberamente al messaggiero, e come l'utile del popol nostro consiglia. Debbo io andarne al campo di Assur?