— Ma come? — dimandò il re d'Armenia, che quell'annunzio inaspettato riempiva di stupore.
— A Babilonia, — rispose il vecchio, — spiacque l'intimazione d'una guerra, che tutti sapevano cagionata da un corruccio di donna; d'una guerra che gli antichi esempi fanno temer disastrosa. La sconfitta e la morte di Nemrod erano presenti all'animo di tutti; nè si dimenticava che, or fanno pochi anni, lo stesso Nino, il marito e re di costei, sebbene covasse in cuor suo la vendetta e meditasse di sterminare fino all'ultimo rampollo la progenie d'Aìco, avea dovuto divorar la sua rabbia, dissimulare l'impotenza sua con amorevoli messaggi e liberali concessioni ad Aràmo, al tuo gran genitore. Conservi Aràmo la sua potenza tranquillo, dicevano i messaggi; abbia egli diritto di portare la benda di perle e sia secondo dopo di noi. Così, sebbene potentissimo, temeva Nino di cimentarsi all'impresa. E, lui morto, ardisce la vedova sua romper guerra agli Armeni? Nemica del suo popolo è costei, non madre, se, per far vendetta sopra un amato garzone, non dubita di immolare le più nobili vite di una contrada, cui ella, al postutto, è straniera. Così il popolo di Babilonia, poichè ella fu uscita dalle porte; così ingrossarono l'ire, così crebbero facilmente a tempesta. Indegna del trono fu dichiarata costei dai maggiori della città; indegna la gridarono i sacerdoti di Belo, dal sommo della gran torre di Barsipa. E là, nel tempio del Dio, plaudente il popolo ed auspice il presidio, Ninia fu consacrato re su tutta la gente degli Accad.
— E in qual guisa t'è noto? — gridò Ara confuso. — Come può l'annunzio aver fatto in così breve tempo dodici giornate di cammino?
— Tutto è noto ai veggenti; — sentenziò il vecchio con accento solenne; — e sei tu che lo ignori? Ma via; — soggiunse tosto, notando il rispettoso acquetarsi del re; — qui non è niente di sovrumano. Tutto era già concertato tra i grandi, e, a mala pena la rivolta scoppiò, un lungo ordine di fuochi accesi di colle in colle ne ha mandato il rapido annunzio fino alla rocca di Assur.
— Ingegno profondo! — esclamò Ara ammirato. — Ed ella ignora tuttavia?....
— Sì, tutto ignora; — rispose il vecchio. — Fuochi d'allegrezza le parvero, o di sacrifizio offerto sulle alte vette ai celesti; ed erano in quella vece gli annunzi della sua imminente rovina. Il triste evento non le sarà noto che tra dodici giorni.... quanti bastano a rafforzare le nascenti fortune di Ninia. Per lui è il popolo delle quattro favelle; per lui i sacerdoti degli astri deificati, che si adorano nella terra di Sennaar; per lui i governatori delle provincie.
— Ma, dimentichi tu il possente esercito che ella ha raccolto in Assur? — chiese il re, crollando malinconicamente il capo. — I miei esploratori, tornati ieri da diversi punti dalla vasta pianura, hanno potuto noverare cinquanta miriadi d'armati.
— Forse; — soggiunse prontamente il vecchio; — ma di gente raccogliticcia e la più parte mal fida. Credi tu che s'abbia a fare grande assegnamento su popoli, ieri nemici, oggi domati coll'armi? Credi tu, ad esempio, che i Medi, i nobili Medi, combatteranno volentieri per lei? Bakdi già tanto felice, Bakdi con l'alta bandiera, come i suoi sacri cantori la van celebrando, centro e guida a tutti i figli dell'Iran, morde sdegnosa il freno della servitù....
— Ma Zerduste, il suo principe, non è egli ospite in Babilonia? Non è egli tra i grandi del reame, maestro e custode di Ninia? La regina non lo pregia e nol venera, siccome è fama, tra tutti i consiglieri del trono?
— Troppo lo venera; — notò sarcasticamente il vecchio; — e meglio sarebbe stato per lei averlo ricambiato d'amore.