Damiano rimase male, a quella domanda, scoccata così a bruciapelo. Un povero diavolo che crede di sapere il tedesco perchè ha fatti i primi due esercizi dell'Ollendorf, e si sente domandare per via da un pronipote di Arminio a che ora parte il primo treno diretto, non rimane più sconcertato di quello che rimase Damiano davanti a quella selvaggia, tanto bella e tanto birichina per giunta.
—Mara....?—diss'egli, tanto per dire.
—Mara nala kini sindekì?—ripetè ella, ridendo.
—Cara mia,—disse Damiano, avvilito,—questo è arabo, turco, egiziano, per il tuo umilissimo servo. Così, credo io, parlavano i mastri muratori della torre di Babele, quando incominciarono a non capirsi l'un l'altro. Dove vai? diceva l'uno; e l'altro rispondeva: le son cipolle. Dolce bambina, pensaci [pg!167] bene; io ti ho detto: Damiano lessinitli Abarima taorib; e tu mi rispondi....
—Mara nala....—replicava la bella selvaggia.
—Si, ho inteso, basta!—gridò Damiano.—Per mara, non ci vedo difficoltà; è il vostro modo per dir di no. Nala, ora che ci penso, l'hai detto poc'anzi, nella frase: nala u nala, che io ho interpetrato: così così. Ma il tuo kini sindekì mi allega i denti, bambina bella. «Non così....» Che frase può incominciare con queste due parole, e con accento interrogativo, come hai fatto tu? «Non così....» Oh, senti, io ne faccio una, Abarima taorib. Tu vuoi burlarti di me; io non ti ricaccerò le tue parole in gola, che sarebbe atto scortese, con una donna; mi contenterò di suggellartele in bocca.—
E si accostava, come aveva già fatto una volta; ma non accennava al desiderio di parlarle all'orecchio.
Un braccio alzato e un'occhiata espressiva interruppero a mezzo il gesto di Damiano. Il braccio alzato, per verità, avrebbe fatto poca difesa. L'occhiata espressiva gli diceva troppo chiaramente: fermatevi, c'è qualcheduno che vede.
Damiano si volse di soprassalto, e intravvide qualcheduno che era apparso allora sulla soglia. Il padre di Abarima, forse? o un altro della famiglia? No, un compagno di Damiano, e il più fedele, Cosma!
La testa di Medusa non avrebbe.... Ma no, lasciamo lì i paragoni classici. Questo, poi, non reggerebbe neanche. Damiano non rimase di sasso; al più si potrebbe dire che egli, a guisa di un mattone, cavato lì per lì dalla forma, e tenuto un pezzo al sole, rimase abbastanza.... seccato.