—Ma non perdiamo tempo, mi raccomando.
—No, no; un addio, l'ultimo addio, e ti corro sull'orma. Va.—
Cosma sorrise, fece una giravolta sulla persona, e si avviò verso l'uscio.
[pg!170]
[Capitolo X.]
Chi piange e chi ride.
Rodrigo di Escobar, regio notaio di un'armata ridotta a due navi, anzi a due caravelle, aveva adempiuta la sua commissione. Disceso coi suoi compagni alla spiaggia, dove lo aspettava il palischermo della Santa Maria, si ridusse quella medesima sera al bordo della capitana. Portava egli a Cristoforo Colombo i saluti del cacìco Guacanagari, molti pappagalli e una certa quantità di piastrelle d'oro in presente. I pappagalli incominciavano ad ingombrare, dopo tanti che se n'erano raccolti, da Guanahani e da Cuba. Per fortuna, parecchi se ne erano volati via, come quello di Caritaba. All'almirante piacevano assai più le piastrelle d'oro, che dovevano far fede ai reali di Castiglia della importanza delle fatte scoperte.
Insieme coi presenti del cacìco, Rodrigo di Escobar portava qualche notizia. L'isola si diceva assai ricca, non pure di frutti, di biade, di legname e di spezierie, ma ancora di metalli preziosi. Questi, a dir vero, non abbondavano nella regione su cui comandava il cacìco Guacanagari; ma nell'interno, e dalla parte di levante, era il paese di Cibao, dove [pg!171] ogni ben di Dio si sarebbe ritrovato. Figurarsi che il cacìco di Cibao nuotava nell'oro, tanto che aveva fatte di quel metallo perfino le bandiere del suo piccolo esercito. Così almeno dicevano i naturali della costa; o così aveva capito, e così riferito l'interpetre.
L'almirante non istette più in forse. Bisognava restare alla Spagnuola, esplorandone le parti interne e riconoscendone tutta quanta la costa. Per intanto, cortesia voleva che al primo soffio di buon vento si andasse ad ancorare di là dalla Punta Santa, alla vista della residenza di quel Guacanagari, che si mostrava tanto cortese con gli uomini bianchi e poteva riuscire un amico prezioso per essi.
Era il giorno 24 dicembre, avanti l'alba, quando Cristoforo Colombo lasciò il porto da lui denominato della Concezione, per muovere verso la Punta Santa. Il vento spirava da terra, ma scarso, e le due caravelle facevano poco cammino. Ne fecero così poco, che alle undici della sera la Punta Santa era ancora una lega e mezzo lontana.