—Per essere il giorno dell'Avvento,—diceva Damiano a Cosma,—si arriva pochino, anzi niente!—
E gli doleva, al nostro Damiano; gli doleva molto di questo indugio che lo teneva lontano dalla capitale di Guacanagari; da quella capitale che egli aveva abbandonata con tanto rammarico, e dove un ottimo pensiero dell'almirante lo riconduceva, per dargli modo di proseguire il suo idilio selvaggio. Questo, veramente, non era stato l'intendimento del principale; ma il garzone, si sa, vede sempre l'utile proprio, ed è seconda natura nell'uomo di tirar l'acqua al suo mulino.
Tutto quel giorno l'almirante era stato in piedi. [pg!172] La stanchezza lo aveva vinto; egli sentiva il bisogno di riposarsi un paio d'ore. Non usava dormire, quando si costeggiavano terre, volendo veder coi suoi occhi ogni cosa. Ma quella sera il mare era cheto e tranquillo come l'acqua in una scodella. Il pilota che aveva accompagnata il giorno innanzi la spedizione del notaio fin sotto alla Punta Santa, assicurava di avere diligentemente osservate le acque all'andata e al ritorno.
—Non dubiti Vostra Eccellenza;—diceva.—C'è da dormire tra due guanciali.
—Ed anche con nessuno, prenderò un'ora di sonno;—rispose l'almirante.—State dunque voi al timone, Sancio Ruiz, mi raccomando.—
Era la mezzanotte, e l'almirante si era coricato nel suo letticciuolo. Il mare era in calma morta, e Sancio Ruiz pensò che se dormiva, l'almirante, poteva chiudere un occhio il pilota.
—Infine,—diss'egli tra sè,—ieri ho veduto queste acque per tre leghe di cammino. La Santa Maria, che entra nei fiumi senza toccar fondo, non ha da temere di nulla in questi paraggi.—
Fatto questo ragionamento, Sancio Ruiz allungò una pedata amorevole ad un batuffolo di cenci che stava mezzo nascosto sul cassero di poppa, presso il capo di banda, e gridò:
—Olà, pereza!—
Il batuffolo di cenci si rivoltò in soprassalto. Era un ragazzo, come avete capito, un mozzo di bordo; il quale si mise a sedere, stropicciandosi gli occhi.