Tutto il suo popolo fu prontamente convocato, e a drappelli avviato verso la costa. Circondato dai suoi fratelli e parenti, seguiva egli stesso la folla. Dal bordo della Nina, Cristoforo Colombo vide discendere quelle lunghe file di naturali alla riva, ed egli stesso, entrato nel palischermo, andò a stringer la mano di quel piccolo re selvaggio del nuovo mondo, che avrebbe potuto dar lezioni di umanità e di cortesia a molti potenti del vecchio.

I discorsi furono brevi, essendo urgente di operare. E tosto messe in acqua Le loro piroghe, i naturali di Haiti si unirono ai marinai dei palischermi, per discaricare la Santa Maria.

In breve spazio di tempo la coperta fu tutta sgomberata. A vedere quella folla di burchielli che si aggiravano intorno alla scafo della nave abbattuta, con uomini che andavano e ritornavano senza posa, dalla nave ai burchielli, ricorreva naturalmente al pensiero un popolo di formiche, affaccendate intorno ad una mollica di pane, che in breve ora riescono a sgretolarla, a tritarla, a portarne via le briciole, facendo piazza pulita.

Quanto era in coperta e sotto coperta fu portato alla spiaggia. E il cacìco in persona, coi suoi fratelli e parenti, usava ogni diligenza, così nella nave come in terra, perchè il tutto fosse ben governato e custodito. E di tempo in tempo, mandava qualcuno de' suoi all'almirante, che era rimasto sullo scafo della Santa Maria, per pregarlo di non prendersi [pg!181] fastidio dell'accaduto, che egli volentieri gli avrebbe donato in compenso tutto ciò che possedeva.

Così passò per Cristoforo Colombo la mattina del Natale. Intorno al meriggio ogni cosa era al lido; e dal lido, a braccia d'uomini, era portata al villaggio. Non si poteva infatti lasciare tanta roba allo scoperto, esposta alle intemperie. Quanto ad altri pericoli che potesse correre, non era neanche da pensarci; cose grosse e minute erano in buone mani; nessuno di quei naturali pensò di appropriarsi nulla. Cristoforo Colombo potè dire, ammirato, e scrivere nel suo giornale di bordo, che delle cosa salvate dalla Santa Maria, non mancò neppure una stringa.

Giunti i preziosi fardelli al villaggio, Guacanagari li fece riporre nella sua casa medesima, che ne fu tutta ingombrata. E li tenne là dentro, fino a tanto non furono vuotate tre case, che aveva destinate per una più lunga custodia. Agli usci di quelle case, e tutto intorno, furono messi a guardia uomini armati, che dovessero starci di giorno e di notte.

Così adempieva agli obblighi della ospitalità il cacìco Guacanagari, amico agli uomini bianchi, e preso di grande affetto per il loro comandante supremo.

Quella sera, discendendo coi suoi uomini alla spiaggia, per ritornare a bordo della Nina, l'almirante non sapeva ristarsi dal lodare Guacanagari e il suo popolo.

—Che gente amorevole!—esclamava.—È trattabile, e mansueta, che io credo non ci sia la migliore sulla faccia della terra. Amano il loro prossimo come sè stessi; hanno un ragionane dolce, umano, sempre accompagnato dal riso. Quel loro re, poi! È servito con molta divozione da tutti, e con altrettanta dignità riconosce i loro servizi. Ha [pg!182] buon contegno e mi pare anche fornito di molta intelligenza. Avete notato come tutto osserva, e di tutto vuol sapere il principio ed il fine, e la causa e l'effetto?

—Crederai tu che abbiamo messe le mani sopra un re filosofo?—disse Damiano sotto voce a Cosma.—Mi piacerebbe moltissimo.