—E ventiquattro erano imbarcati sulla Nina;—ripigliò Damiano.—Ora, sessantasei e ventiquattro....

—Fanno novanta;—conchiuse l'almirante.—Un bel numero!

—Esorbitante per la più piccola delle tre caravelle con cui siamo partiti da Palos;—replicò Damiano.—Non pare a voi, messere, che ci si stia pigiati, sulla Nina?

—Molto pigiati, troppo pigiati;—rispose l'almirante;—lo vediamo e lo sentiamo fin d'ora, che per una ragione o per l'altra qualcheduno dei nostri uomini passa la notte alla spiaggia.

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—Ah, lo dicevo bene, io!—esclamò Damiano.—E peggio sarà quando dovremo ritornare su quel guscio di noce in Europa.

—Certamente, mio caro, certamente. Quello che voi dite ora, l'ho già pensato più volte ancor io.

—E non avete pensato, messere, al rimedio?

—Ci ho pensato;—rispose l'almirante, sospirando;—ma forse sarebbe un rimedio peggiore del male. Chi vorrebbe adattarcisi?

—Ognuno che vi ami, messere. Perchè io l'ho già indovinato, il rimedio; e sarebbe.... di lasciar qui gli uomini di buona volontà.