—Che sarebbero naturalmente assai pochi, mio caro Damiano!

—Non lo credete, messere. Io ne conosco parecchi, che sarebbero contenti di restare. Non già per sempre, si capisce; ma cinque, sei mesi, magari un anno, quanto vi bisognasse per andare e ritornare. Soldati in sentinella, resterebbero fino a che il comandante non venisse a mutare la guardia.—

—Dite voi da senno, Damiano?

—Tanto, che io stesso mi proporrei di restare.

—Voi?—esclamò l'almirante.—E il vostro compagno, naturalmente con voi? perchè l'uno non può stare senza l'altro, siccome ho veduto. Ed anzi, quella d'oggi mi pare una novità, e così strana, da doverla segnare col carbon bianco.

—Cosma aveva l'umor nero, quest'oggi;—rispose Damiano, impacciato.—Del resto, io credo che egli non rimarrebbe, per sua elezione, in questa parte del mondo, salvo il caso di obbedire ad un vostro comando.

—Nè io sarò mai per dare di questi comandi a nessuno;—ripigliò l'almirante.—Ma voi, piuttosto.... come vi adattereste voi a restare, senza l'amico?

—Messere, la vita è varia, e varii sono i capricci [pg!198] degli uomini. A me quest'isola piace moltissimo. Ed anche ad altri, che hanno perduta la casa, e non si raccapezzano nella casa altrui. I marinai della Santa Maria si sentono ospiti, a bordo della Nina La conoscono poco, non ci hanno fatta la mano, nè l'occhio.

—È giusto, ciò che voi dite. Il marinaio si fa casa volentieri della sua nave. Ma dunque, voi esponete, oltre il desiderio vostro, quello di molti compagni?

—Si, messere; è un desiderio nato molto spontaneamente, come il mio. Il paese è bello, si è detto; gli abitanti son pasta di zucchero. A fabbricarceli con le nostre mani, come ha fatto Domineddio per il capo della specie umana, non si potrebbe inventar niente di meglio. La vita è facile, qui, poichè la terra produce tutto il necessario, senza che l'uomo abbia da innaffiarla col sudore della sua fronte. E poi c'è l'oro, che si raccoglie con facilità negli scambi, senza bisogno di andare a cercarlo nelle miniere, almeno per ora.